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Coronavirus, test anticorpi: per Lopalco il 90% sarebbe negativo

Secondo l'esperto la riapertura non dipende dal fare test a tappeto

“Non posso immaginare un’Italia che riparte se in una zona parte un focolaio epidemico e nessuno se ne accorge, riproducendo un’altra Bergamo o un’altra Codogno“. Così Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento regionale per le emergenze epidemiologiche in Puglia, ha risposto ad Agorà su Rai3 in merito a quale potrebbe essere una strategia per la ripartenza del Paese dopo il lockdown.

“Per far questo – ha spiegato – bisogna rafforzare il territorio e fare in modo che il primo caso che si verifichi in una zona in quel momento indenne venga subito identificato e isolato a casa”.

Secondo l’esperto “la ripartenza non dipende dalla disponibilità di un test a tappeto oppure dal fatto di fare o non fare test allargati alla popolazione. Perché, in questo momento, se facessimo un test sierologico a tutti gli italiani, la stragrande maggioranza di loro, oltre il 90%, risulterebbero negativi agli anticorpi“.

Lopalco ha spiegato che “la quota di persone che possono infettarsi è enorme in tutta Italia, fatta eccezione quelle poche zone in cui il virus ha circolato molto attivamente, e mi riferisco alle zone rosse.”

“Ma nel resto del Paese, se facessimo un tampone a tappeto, di positivi ne troveremmo molto pochi. Per questo – ha concluso – la ripartenza deve essere fatta considerando tutta la popolazione potenzialmente a rischio di contagio“.

VIRGILIO NOTIZIE | 07-04-2020 12:20

Coronavirus, il grafico della Protezione Civile del 6 aprile Fonte foto: Ansa
Coronavirus, il grafico della Protezione Civile del 6 aprile
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