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Coronavirus, negazionisti del Covid: chi sono i No-Mask?

Il professor Massimo Polidoro spiega cosa c'è dietro il fenomeno dei "negazionisti" del Covid-19

I “negazionisti” del coronavirus rappresentano un fenomeno, amplificato anche dai social network, sempre più in crescita, ma non è costituito soltanto da coloro che si rifiutano di accettare l’esistenza del Covid-19 e lo ritengono un complotto. Tra gli scettici ci sono anche chi sottovaluta semplicemente i rischi del coronavirus, chi lo conosce poco e male e addirittura chi non sa nemmeno cosa sia.

Coronavirus, negazionisti del Covid: chi sono i No-Mask?

Massimo Polidoro, divulgatore scientifico e docente universitario, tra i più autorevoli “cacciatori di bufale” italiani, spiega ad Askanews da chi è formata questa categoria di cittadini: “Nel mucchio di queste persone ci sono effettivamente alcuni che negano l’esistenza del Covid, immaginando che sia tutta una montatura, un complotto o una finzione ma sono pochi la maggior parte presenta altri disagi, magari legati alle conseguenze del Covid.”

“Ci sono persone poi non informate o informate male – precisa Polidoro – che non hanno accesso o hanno preferito evitare l’accesso a informazioni verificate, che s’informano sul web pensando di trovare informazioni alternative quando trovano in realtà bufale e fake news o persone che propagandano teorie del tutto campate per aria, per i motivi più disparati”.

Come spiega il professore, dagli Stati Uniti fino all’Italia i cosiddetti No-Mask scendono in piazza per protestare contro “la dittatura sanitaria” che sarebbe orchestrata con una vaccinazione di massa, anche “tramite la rete 5G”.

Coronavirus, negazionisti del Covid: cosa c’è dietro?

“Tante volte – dice Polidoro – le teorie del complotto nascono dalla difficoltà ad accettare l’imprevisto, il caso, e allora rassicura molto di più immaginare un disegno, anche se fatto da ‘personaggi malvagi’ immaginari ma è più rassicurante perché contro il personaggio malvagio puoi combattere, contro il virus invisibile diventa molto più difficile”.

Il “cacciatore di bufale” rivela anche come a generare messaggi di disinformazione siano a volte gli stessi decisori politici o personaggi rilevanti, per accontentare chi “soffre” dicendo loro quel che vogliono sentirsi dire.

“Non dobbiamo stupirci – ha concluso Massimo Polidoro – se molti scambiano un’opinione o un’ipotesi per la verità perché iniziano a perdere il senso della realtà e la capacità di distinguere i fatti dalla fantasia. Chiunque può pensarla come gli pare ma i fatti sono quelli e sono l’unica cosa che conta. E se vogliamo avere risposte verificate dobbiamo affidarci ai metodi della scienza“.

VIRGILIO NOTIZIE | 14-10-2020 19:52

Covid, tensioni a Roma per la marcia dei negazionisti no-mask Fonte foto: Ansa
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