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Coronavirus, "la riapertura in 6 punti": i consigli dell'Oms

L'invito dell'Organizzazione è che i Paesi discutano questi temi insieme

Per quel che riguarda il coronavirus, “la maggior parte delle epidemie in Europa occidentale sembrano essere stabili o in calo. Ma sebbene i numeri siano bassi, vediamo preoccupanti tendenze al rialzo in Africa, America centrale e meridionale, ed Europa orientale. La maggior parte dei Paesi è ancora nella prima fase dell’epidemia“. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in una conferenza stampa ripresa dall’Adnkronos.

Per quel che riguarda la fase 2Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’Oms, ha spiegato che “non possiamo dire quali misure adottare, devono essere i Paesi a livello locale a tenere in considerazione i numerosi fattori necessari, considerare dove il virus è sotto controllo e decidere”.

“Se i Paesi sapranno mettere in atto tutti i 6 punti principali che raccomandiamo, quindi trovare, isolare, testare e assistere ogni caso, tracciare e mettere in quarantena ogni contatto, formare e potenziare il personale”, ha aggiunto Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms, “tutti potranno arrivare al controllo e il movimento delle persone sarà via via più facile. Per questo l’Oms invita i Paesi a discutere questi temi insieme”.

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“A livello globale – ha sottolineato Tedros Adhanom Ghebreyesus – abbiamo quasi 2,5 milioni di casi ora segnalati all’Oms e oltre 160 mila morti. Vediamo tendenze diverse nelle diverse regioni e persino all’interno delle regioni. E alcuni, colpiti all’inizio della pandemia, stanno iniziando a vedere un nuovo aumento dei casi”.

Proprio per questo, il direttore ha dichiarato che “non dobbiamo commettere errori: abbiamo ancora molta strada da fare”.

Quindi una previsione sul futuro: “Questo virus sarà con noi per molto tempo. Non c’è dubbio che lo stare a casa e altre misure di allontanamento fisico abbiano ridotto con successo la trasmissione in molti Paesi. Ma questo virus rimane estremamente pericoloso. Le prime prove suggeriscono che la maggior parte della popolazione rimane suscettibile” al coronavirus, quindi l’epidemia può “facilmente riaccendersi”.

Quali sono i rischi? Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus “uno dei maggiori pericoli che affrontiamo è il compiacimento. Le persone nei Paesi sotto lockdown sono comprensibilmente frustrate dall’essere confinate nelle loro case ormai da intere settimane. Ma il mondo non tornerà più come prima. Ci deve essere una ‘nuova normalità’, un mondo che sia più sano, più sicuro e meglio preparato”.

“Voglio essere chiaro ancora una volta – ha aggiunto -, abbiamo dichiarato l’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale lo scorso 30 gennaio sulla base del parere di esperti da tutto il mondo che hanno usato i criteri previsti per raccomandarmi di prendere questa decisione. Il tempo era sufficiente per agire e tagliare il problema alla base”.

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VirgilioNotizie | 22-04-2020 19:38

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