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Coronavirus, l'allarme dei medici lombardi: "Rischio calamità"

La denuncia in un documento inviato a regione, governo e protezione civile

Disastrosa calamità sanitaria“. Sono queste tre le parole che fanno tremare la Lombardia. Le riporta l’Ansa, e a scriverle in una nota è il coordinamento delle terapie intensive della Regione. Il primo destinatario è il governatore Attilio Fontana, ma non è il solo: il messaggio è rivolto ad Angelo Borrelli, capo della protezione civile, e soprattutto al premier Giuseppe Conte.

“Nonostante l’enorme impegno di tutto il personale sanitario e il dispiegamento degli strumenti disponibili una corretta gestione del fenomeno è impossibile” recita il documento.

“In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte delle Autorità – si legge – saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria“.

Secondo il coordinamento delle terapie intensive della Lombardia, “l’epidemia di Covid-19 esordita il 20 febbraio nell’area di Codogno è ormai estesa a tutta la Regione Lombardia con possibilità di diffondersi a tutto il territorio nazionale“.

Una corsa contro il tempo per tutti, non solo per i positivi al coronavirus. “Si tratta di un evento grave che mette in pericolo la sopravvivenza non solo dei malati di Covid, ma anche di quella parte di popolazione che in condizioni normali si rivolge al sistema sanitario per le cure di eventi acuti o cronici di qualsivoglia natura”.

Il problema è che “le strutture sanitarie sono sottoposte ad una pressione superiore ad ogni possibilità di adeguata risposta. Le attività ambulatoriali, la chirurgia non urgente, i ricoveri nelle medicine si sono ridotte a livelli prossimi allo zero”.

Ma non solo. “L’intera rete delle terapie intensive è stata ristrutturata, creando strutture dedicate nelle quali, completamente bardati per difendersi dall’infezione, si lavora con grande fatica per assistere malati gravi e gravissimi, la cui vita dipende da apparecchiature tecnologicamente complesse disponibili purtroppo in numero limitato”.

“Anche per questo motivo – concludono i medici – è assolutamente necessaria l’immediata adozione di drastiche misure finalizzate a ridurre i contatti sociali e utili al contenimento dell’epidemia”.

Oltre a questo, il capo della protezione civile ha già annunciato il ospedale di alcuni pazienti (non contagiati) dagli ospedali lombardi a quelli delle regioni limitrofe.

Coronavirus, le parole dell’assessore Gallera

Dal coordinamento delle terapie intensive della Lombardia è arrivato “un vero e proprio grido d’allarme dalla loro trincea”. Così l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, in diretta Facebook, spiegando che seppure la Regione è riuscita a fare “cose che non pensavamo possibili in così poco tempo, la linea in cui si arriverà alla incapacità del sistema di dare risposte si avvicina”.

Al momento sono stati creati 481 posti di terapia intensiva ma “chi è in trincea dice – ha aggiunto – che c’è il rischio di arrivare al punto di non riuscire a dare le giuste risposte”.

VirgilioNotizie | 07-03-2020 19:28

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