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Chiusure: scelta politica o scientifica? Scontro Speranza-Salvini

Matteo Salvini pungola il governo sulle riaperture ma il ministro Speranza schiva la polemica

Ancora una volta la pandemia di Covid-19 fa da sfondo agli scontri politici. Se durante il governo Conte le tensioni erano alimentate dall’opposizione, oggi, col governo Draghi appoggiato da tutti i partiti tranne Fratelli d’Italia, il conflitto si consuma tra le pareti della maggioranza. In particolare, è il leader della Lega Matteo Salvini a dar voce al sentimento di insoddisfazione che molti italiani provano all’ennesima stretta richiesta per contenere l’epidemia; ma il ministro della Salute Roberto Speranza continua a schivare le frecce del leghista e prosegue lungo la linea del rigore da lui sempre mantenuta.

La polemica di Salvini: “Chiusure per scelta politica e non scientifica”

Salvini, nei giorni che precedevano la stesura del nuovo decreto di aprile, ha chiesto il ritorno della zona gialla per permettere le riaperture delle attività nelle aree in cui la circolazione del virus è più bassa. E ha insinuato che il rigore del governo fosse frutto di una scelta politica e non supportata dalla scienza.

Su Facebook Salvini ha scritto: “Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone, e migliaia di attività economiche, sportive o culturali, per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza”.

La replica di Speranza

Ma su questo punto, il ministro della Salute ha fugato ogni dubbio con la forza dei numeri. In un’intervista del Corriere della Sera, Speranza ha dichiarato: “Salvini? Non faccio mai polemica, ma penso che nessuno dovrebbe soffiare sul fuoco dell’inquietudine, del tormento di tanti italiani. Di fronte alla difesa della salute dobbiamo unire il Paese e non dividerlo, perché la battaglia è ancora complicata”.

“Qui l’ideologia non c’entra nulla – ha detto Speranza – ogni misura è ponderata sulla base dei dati scientifici. Fidiamoci della scienza, che ci ha sempre guidati in questo anno difficile”.

Davanti alle sofferenze degli italiani, il ministro si è poi assunto le sue responsabilità: “La maggior parte degli italiani capisce che queste misure, per quanto costose e dolorose, sono necessarie e io le assumo con animo sereno. Tutelare la vita non è un lavoro sporco, ho giurato sulla Costituzione per questo”.

La variante inglese e la campagna vaccinale

A preoccupare gli esperti è la circolazione della variante inglese, più contagiosa del 37% rispetto al ceppo originario, che è ormai prevalente sul territorio italiano: si stima che l’86,7% dei contagi sia legato ad essa, e lo dimostra la violenza della terza ondata che ha raggiunto il picco di quasi 27mila contagi nonostante le misure.

Ma perché si è scelto di chiudere l’Italia per un altro mese? Il ministro Speranza ha risposto così: “I nostri scienziati ritengono che con queste varianti le zone gialle non siano in grado di piegare la curva. Potranno tornare solo quando avremo raggiunto un livello sufficiente di vaccinazioni”.

E in effetti, a fronte di 10 milioni di somministrazioni, la campagna vaccinale è ancora lontana dal traguardo dell’immunità di gregge, anche se da aprile in poi il governo e il commissario per l’emergenza Figliuolo si aspettano un sostanziale incremento di vaccinazioni su base giornaliera.

Per il ministro Speranza, infine, “è realistico che entro fine estate ogni italiano che lo chieda sia stato vaccinato”.

VirgilioNotizie | 02-04-2021 08:34

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