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Caso Emanuela Orlandi, rinvenuti tre oggetti al cimitero del Verano accanto alla statua di un angelo

Un ritrovamento al cimitero del Verano riaccende la fiamma del mistero sul caso di Emanuela Orlandi: tre oggetti rinvenuti dietro un angelo

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Un nuovo mistero nel mistero, parola che ricorre spesso quando si parla del caso di Emanuela Orlandi. A questo giro il luogo d’ombre è il cimitero del Verano, lo stesso luogo in cui il furto della bara di Katy Skerl è stato collegato al giallo della cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983. Ora, nella prima settimana di giugno 2024, tre oggetti intrecciano ulteriormente la trama. Tre indizi, infatti, sono stati rinvenuti dietro la statua dell’Angelo del dolore che lo scultore Giulio Monteverde realizzò per la cappelletta di famiglia. Un altro angelo, altri indizi e ancora una volta un cimitero.

I tre oggetti e il nuovo angelo del caso Orlandi

Diciamo “nuovo angelo” perché chi ha memoria ricorderà che lo stesso riferimento biblico era stato usato da un anonimo segnalatore che, a una missiva inviata presso lo studio legale di Laura Sgrò – che dal 2017 assiste gli Orlandi – aveva allegato la foto della scultura di un angelo che indicava verso il basso. Quella scultura si trovava presso il Cimitero Teutonico, ma quando furono effettuati gli scavi tutti rimasero con un pugno di mosche: Emanuela non era lì e le tombe erano vuote.

Ora, l’Angelo del dolore di Monteverde che veglia sull’omonima famiglia al Verano, si aggiunge ai guardiani celesti di questo caso. Il giornalista Fabrizio Peronaci ha riportato sul ‘Corriere della sera’ che nell’intercapedine dietro la scultura sarebbero stati rinvenuti tre oggetti misteriosi.

emanuela orlandi cimitero verano angelo casoFonte foto: ANSA
Tre oggetti misteriosi rinvenuti presso il cimitero del Verano tengono viva la fiamma del mistero sul caso di Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno 1983

Autori del ritrovamento, scrive Peronaci sul ‘Corriere’, sono “alcuni studiosi della vicenda”. Nello specifico si tratta di una chiave con impresso un codice cifrato di quattro numeri, (1-6-2-6); un barattolo arrugginito di vernice verde consumato per metà; una moneta da cento lire vergata nel 1956.

Qual è il nesso?

Secondo le ipotesi, la chiave sarebbe oltremodo datata e sarebbe compatibile con la serratura di una vecchia auto, forse una Fiat di bassa cilindrata. Per gli altri due oggetti – il barattolo di vernice e la moneta – per il momento non ci sono ipotesi. Perché l’Angelo di Monteverde sarebbe un mistero? La statua porta una fascetta sul capo, proprio come Emanuela Orlandi nella foto che dopo la scomparsa fece il giro di tutto il mondo grazie ai manifesti affissi per la città.

Anche Katy Skerl, del resto, portava una fascetta, e proprio quella foto scattata durante una manifestazione fu scelta dai congiunti per la lapide. C’è di più. ‘Corriere’ ricorda che l’Angelo del dolore di Monteverde fu vandalizzato nel 2013, quando ignoti malviventi gli mozzarono due dita della mano destra e troncarono la tuba disposta sul fianco sinistro. Quell’atto vandalico è collegato al caso Orlandi e al furto della bara di Katy Skerl? Chi sono gli “esperti della vicenda” che hanno rinvenuto gli oggetti? Le teorie su un collegamento Angelo-Verano-Orlandi-Skerl sono certamente suggestive, ma per il momento non hanno riscontri.

Peronaci, inoltre, fa notare che Monteverde è anche il nome del quartiere indicato da Sabrina Minardi, ex fidanzata del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, come possibile luogo in cui Emanuela Orlandi era stata rinchiusa. Ricordiamo che Sabrina Minardi cambiò versione più volte – la donna sostenne di aver preso parte al sequestro Orlandi – e per questo (e altri motivi) nel 2015 fu archiviata la seconda inchiesta sul caso. Una testimone inattendibile, in sostanza.

Il collegamento tra Emanuela Orlandi e Katy Skerl

Katy Skerl fu uccisa il 21 gennaio 1984 a Grottaferrata e tumulata al cimitero del Verano. Nel 2005 qualcuno rubò la sua bara, e all’interno del loculo rimase una semplice maniglia. Ciò rimase ignoto fino al 2015, quando il già noto Marco Fassoni Accetti rivelò il fatto sul suo blog.

Secondo Accetti, la bara fu rubata per nascondere ciò che collegava l’omicidio Skerl alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Nel 2022 il loculo 115 fu ispezionato, e in effetti la bara di Katy Skerl non c’era. Chi se ne impossessò? E come faceva Accetti ad esserne al corrente? Ora il ritrovamento dei tre oggetti misteriosi dietro la statua dell’Angelo del dolore di Monteverde, potrebbe alimentare nuovamente la pista di un collegamento tra i due fatti di cronaca. L’angelo, ricordiamo, ha una fascetta sul capo proprio come le due ragazze.

emanuela-orlandi-cimitero-verano-angelo-oggetti Fonte foto: IPA
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