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Carabiniere ucciso, Elder rompe il silenzio: nuove dichiarazioni

Finnegan Lee Elder, a processo per l'omicidio di Mario Cerciello Rega, si è rivolto alla famiglia del carabiniere

Una commossa richiesta di scuse e il terribile ricordo della “notte peggiore della sua vita”: Finnegan Lee Elder, l’americano a processo insieme all’amico Christian Natale Hjorth per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, si è lasciato andare a nuove dichiarazioni spontanee in aula. Ne dà notizia l’Ansa.

Voglio chiedere scusa a tutti – queste le parole di Elder in aula -, alla famiglia Cerciello e ai suoi amici. Al mondo intero. Quella notte è stata la peggiore della mia vita e se potessi tornare indietro per cambiare le cose lo farei ora, ma non posso”.

Sui motivi che lo hanno spinto a non parlare prima di oggi, Elder ha ammesso davanti ai giudici della prima corte d’assise che si è trattato di “mancanza di coraggio”.

“In carcere – ha aggiunto il californiano – ho avuto la possibilità e il tempo di riflettere. Quella notte è stata la peggiore della mia vita, non perché sono in prigione, lontano da tutti. I motivi sono altri: ho tolto la vita di una persona, ho tolto un marito a sua moglie, ho rotto un legame tra fratelli. E ho tolto un figlio a sua madre. Non potrò mai perdonarmi tutto questo“.

La famiglia del vicebrigadiere dei carabinieri ucciso forse non “sarà mai capace di perdonarmi per questo – ha dichiarato Elder – e non mi aspetto che possa farlo oggi, sarà difficile, ma spero che un giorno potrà farlo”.

Quella notte “sono stati commessi molti errori. Il mio è stato il più grande – ha ammesso l’americano -. Vorrei tornare indietro per cambiare le cose, ma non posso. Tutto ciò che posso dire è che provo del rimorso. Ciò che è successo mi ha cambiato per sempre e prometto di non commettere più questi errori”.

VIRGILIO NOTIZIE | 16-09-2020 12:44

Carabiniere ucciso, armi e droga sui cellulari degli americani Fonte foto: Ansa
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