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Carabiniere ucciso, la trappola e i contatti con il pusher

Spuntano duemila messaggi e chiamate tra un appuntato e il pusher degli americani. Nuove rivelazioni

Nuove rivelazioni sul caso del vicebrigadiere ucciso Mario Cerciello Rega: Italo Pompei, il pusher, aveva un referente tra i carabinieri. Si tratta di un appuntato, come riporta il Corriere della Sera, con il quale risultano duemila contatti negli ultimi due anni.

La scoperta, nell’ambito dell’indagine sulla notte tra il 25 e il 26 luglio scorsi, è l’ultimo mistero dopo la rivelazione delle chat intercorse tra i due americani Lee Finnegan Elder e Gabriel Natale Hjorth con Sergio Brugiatelli, oltre all’audio della telefonata in Centrale del collega Andrea Varriale.

Molti punti oscuri riportano direttamente al collega di Mario Cerciello Rega, che ha mentito su alcuni punti chiave. Nel verbale del 28 luglio, infatti, Andre Varriale aveva dichiarato di avere indosso la pistola e le manette, ma è stato smentito dal maresciallo Daniele De Nigris il 4 agosto: “Ho chiesto testualmente a Varriale se in quel momento fosse armato o dove si trovasse la pistola. Varriale ha risposto ‘non sono armato, la pistola è in sicurezza in caserma'”. Nei giorni successivi altri militari hanno confermato la stessa versione, finché Varriale non ha ammesso di aver “lasciato le pistole in caserma proprio in relazione al tipo di servizio che dovevamo fare… Credo di aver già riferito la circostanza anche ai miei superiori gerarchici”. Sono in molti a chiedersi con chi abbia parlato Varriale quella sera e se qualcuno lo abbia invitato a mentire.

Agli atti dell’inchiesta, come riporta Il Messaggero, c’è anche una fotosequenza che inchioda i due americani in relazione all’organizzazione dell’incontro. Christian Gabriel Natale Hjort, infatti, avrebbe “pianificato nei minimi dettagli tutte le fasi della condotta delittuosa”, conducendo il vicebrigadiere Rega e il collega Varriale fino a un “punto individuato come idoneo in quanto buio e privo di sistemi di videosorveglianza”.

“Natale”, come emerge dal documento informativo, “dopo aver concordato al telefono con Brugiatelli l’incontro per richiedere denaro e droga in cambio dello zaino, ha effettuato un sopralluogo della zona dell’appuntamento al fine di individuare un punto isolato, non coperto da telecamere e non frequentato da passanti”.

VIRGILIO NOTIZIE | 07-09-2019 10:30

Carabiniere ucciso, a che punto sono le indagini Fonte foto: ANSA
Carabiniere ucciso, a che punto sono le indagini
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