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Allarme meningite: nuove precauzioni nelle chiese e nei palasport

Psicosi nel Basso Sebino per il focolaio di meningococco: nonostante il record di vaccinazioni, cambia la messa e vengono annullate le partite

È allerta meningite in provincia di Bergamo, dopo la morte della 19enne Veronica e della mamma 48enne Marzia. Con quasi il 60% della popolazione vaccinata in poco più di 15 giorni, ovvero 20mila persone, secondo i dati riportati dal Corriere della Sera, il Basso Sebino sembrerebbe essere diventato la roccaforte d’Italia contro il meningococco.

Quattro attacchi di meningococco C, di cui due mortali, e uno di meningococco B nel giro di dieci giorni e nel raggio di altrettanti chilometri, giustificano l’allarme, mentre i social network hanno alimentato paure immotivate, adducendo le colpe del focolaio a scie chimiche, all’acqua del Lago d’Iseo e all’arrivo dei migranti.

L’assalto ai presidi sanitari della zona ha portato all’esaurimento delle scorte di vaccini, con richieste di rifornimenti e rinforzi, e l’apertura di ambulatori straordinari, per immunizzare gratuitamente la popolazione sotto i 60 anni.

Alcuni non possono permettersi la spesa e ricorrono a metodi caserecci e di dubbia efficacia, come spiega un anziano ai cronisti del Corriere della Sera: “Costa troppo. Un amico si è fatto fare invece la ricetta per comprare una scatola di antibiotici. Si dice che basti una pastiglia, e il blister è da sei. Così ce le siamo divise“.

Allarme meningite: sospese due partite di pallavolo

Nonostante le precauzioni, il Basso Sebino ha subito un forte calo di presenze negli alberghi e nei ristoranti, con numerose disdette per congessi e eventi. Addirittura due partite di pallavolo sono state vinte a tavolino a Sarnico, dove il Cenate Sotto ha disertato la partita con il Csi Oratorio Sarnico e nel campionato provinciale Fipav di prima divisione ha dato forfait la squadra Volleymania di Nembro.

L’allenatore dell’UsseSarnico under 16 Mauro Pozzono ha spiegato al Corriere della Sera: “Internet ha creato una situazione di panico. Le squadre che arrivano da fuori hanno paura, o sono i genitori a non permettere ai figli di giocare. La settimana scorsa è già saltata un’amichevole”.

Chiese vuote per la meningite: le precauzioni dei parroci

La psicosi ha contagiato anche i fedeli, lasciando le chiese vuote. Come a Predore, dove la messa delle 10 di ieri ha registrato un record in negativo di presenze. Il parroco di San Giovanni Battista, don Alessandro Gipponi, ha però spiegato: “Chi non abita qui non può capire“.

“Sono morte due persone”, ha riferito al Corriere della Sera. “La nostra Marzia era molto conosciuta e amata. Ma nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa, se un suo parente entrava in un negozio, gli altri clienti uscivano subito“.

“Adesso il terrore del contagio è passato”, ha precisato il prete, “la comunità si è stretta attorno alla famiglia. Però abbiamo deciso di adottare qualche precauzione che tranquillizzasse i parrocchiani”.

Tra le misure adottate dai preti, riporta il Corriere della Sera, c’è la sospensione dello scambio del segno di pace, veicolo del batterio attraverso la stretta di mano, concordata con il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, che ha evidenziato la non necessarietà del gesto in quella parte della liturgia.

Sospesa la “pace sia con te”, maggiore attenzione è stata riposta anche nel rito della comunione. Durante l’Eucarestia, infatti, l’ostia viene inderogabilmente depositata nella mani dei fedeli in fila, per evitare contatti tra le dita del celebrante e le loro labbra.

La parola “meningite” non compare nell’esortazione che i sacerdoti delle 12 parrocchie della Fraterntà del Lago d’Iseo hanno letto ieri al termine delle funzioni, ma il riferimento alla psicosi generale sarebbe chiaro: “Non accada che questa situazione ci divida o ci faccia diffidare gli uni degli altri”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-01-2020 10:03

precauzioni-vaccini-meningite Fonte foto: Ansa
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