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Assembramenti nel weekend, Zaia durissimo: "Spettacolo immondo"

Città prese d'assalto nel weekend in tutta Italia, l'ira di Luca Zaia: "Gli italiani non hanno più paura di morire"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è scagliato contro gli assembramenti che si sono verificati durante il weekend. Come riporta l’Ansa, Zaia ha detto: “Ho visto uno spettacolo immondo: nonostante la crisi, il collasso della sanità, non si sono fermati i serpentoni ad Asiago, l’assalto alle città”.

“ll sindaco di Treviso ha dovuto transennare la città ieri pomeriggio: ai ‘varchi’ si sono contate 50 mila persone quando nel centro vivono in 8.500 e 80 mila in tutto il comune”, ha sottolineato Zaia. “È un mondo vomitevole, è una cultura strisciante e non imperante secondo la quale questo è il virus dei vecchi e che se la vedano loro”.

Gli italiani non hanno più paura di morire“. È questa la spiegazione che si è dato il presidente del Veneto, Luca Zaia, dopo aver visto “le città del Paese prese d’assalto” nel weekend. Ha affidato la sua analisi al Corriere della Sera: nel corso dell’intervista ha parlato anche della regione da lui amministrata.

Covid, Zaia ‘contro’ gli italiani: “C’è una cultura ripugnante secondo cui il virus colpisce solo gli anziani”

Luca Zaia ha poi aggiunto che, ai microfoni delle varie testate, gli italiani a passeggio in questo weekend si siano difesi ricordando come uscire di casa “non è vietato“.

Il governatore ha però sottolineato che “per alcuni il Covid è un problema dell’ospedale, è la parte triste della vicenda. C’è una cultura strisciante e ripugnante secondo cui questa è la malattia degli anziani. Ma gli over 70 hanno il diritto di vivere come tutti. Anzi, di più: sono loro quelli che ci hanno fatto grandi”.

Zaia valuterà l’opportunità di una nuova ordinanza regionale? Non è detto: “Dovrei fare un’ordinanza per dire di rispettare la legge? Non mi sono mai tirato indietro e se si dovrà far qualcosa lo si farà ancora una volta”.

La situazione in Veneto

La pressione sanitaria in Veneto a causa del Covid “c’è, ma la situazione è sotto controllo”. Zaia ha spiegato che “gli operatori stanno facendo un lavoro ciclopico. Le terapie intensive sono 17 in più rispetto al picco dell’1 aprile scorso (356 contro le 373), ma i ricoveri sono cresciuti di un terzo rispetto al numero massimo del 31 marzo: 2028 contro i 3267 di oggi”.

Zaia ha poi fatto una panoramica sulla situazione nelle città della regione: “Verona è la ‘maglia nera’ del Veneto e avrà una contrazione del 30% sulle prestazioni ordinarie. Treviso ha meno posti in terapie intensive tra quelli attivati, poi rimangono quelli da mettere in funzione. Belluno era in discesa e a adesso a ripreso a salire, Rovigo è stabile e Venezia ha virato verso il basso, Padova resta ai limiti della fascia 5″.

Covid, Zaia sul Veneto: “Vi spiego perché è in zona gialla”

Nel weekend, tante persone in tutte le città che hanno allentato le misure passando in zona gialla. “Per rimanere in Veneto, il sindaco di Treviso, Marco Conte, ha dovuto chiudere il corso a metà pomeriggio perché è venuto fuori che, su una città di 80 mila persone, a spasso per il centro in quel momento c’erano oltre 50 mila persone“, ha sottolineato il governatore.

A proposito del Veneto, Zaia ha poi spiegato il perché sia in zona gialla nonostante i tanti contagi giornalieri: “Nonostante la zona gialla, ho adottato un’ordinanza che chiudeva le grandi e medie strutture di vendita al sabato, tutti i negozi alla domenica, e imponeva un cliente ogni 20 metri quadrati. Ma il punto è che il Veneto, come le altre regioni, ha accettato la classificazione nazionale, fatta dall’Iss. Siamo allo 0,91 di Rt, per passare alla zona arancione avremmo dovuto essere al’1.25″.

VirgilioNotizie | 14-12-2020 14:10

Zona gialla: assalto ai centri storici. Le immagini preoccupanti Fonte foto: Ansa
Zona gialla: assalto ai centri storici. Le immagini preoccupanti
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