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Yara Gambirasio, la lettera di Massimo Bossetti contro la Procura

Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all'ergastolo per la morte di Yara Gambirasio, ha scritto a Vittorio Feltri

È tornato a parlare Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’uccisione di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate di Sopra nella serata del 26 novembre 2010 e poi ritrovata morta. Il carpentiere di Malpiello ha inviato una lettera al direttore del quotidiano ‘Libero’ Vittorio Feltri. Nella lettera si legge: “Le chiedo gentilmente di non tralasciar nulla di quanto continuo a dover subire dalla giustizia italiana”.

Ancora Bossetti: “Com’è possibile che venga trasmessa alla mia difesa l’autorizzazione da parte della Corte, successiva all’istanza depositata dall’avvocato Salvagni qualche giorno fa, di poter accedere ai reperti, ad indagare sui reperti di Dna ancora disponibili e ad esaminarli con i miei consulenti, conservandoli per i futuri esami. E dopo 48 ore la Procura di Bergamo mi nega di fare ulteriori accertamenti e le dovute indagini sui reperti consentiti, non solo nel fare una ricognizione senza poterci mettere mano”.

Bossetti ha poi scritto: “Scandaloso tutto questo! Io mi chiedo, come posso difendermi nel provare la mia estraneità, se non mi permettono di difendermi a dovere indagando sui reperti nell’accertare l’assoluta granitica certezza che quel Dna non mi appartiene”.

A Feltri, Bossetti ha scritto: “Per favore Dott. Feltri, mi aiuti nel gridare facendosi sentire quanto d’inumano continuo a dover subire”.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-12-2019 13:07

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