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Sardegna, sindaco 'vieta' chat delle mamme su Whatsapp

Il sindaco di Desulo, in Sardegna, ha pubblicato su Facebook un post con un'ordinanza che 'vieta' le chat di Whatsapp tra le mamme

Oggetto: abolizione dei gruppi Whatsapp delle mamme“. Inizia così il post su Facebook di Gigi Littarru, primo cittadino di Desulo, comune della Sardegna. Dopo un elenco di critiche mosse alle chat con protagoniste le madri degli studenti, il sindaco chiude l’ordinanza social informando “che avverso il presente provvedimento non è ammesso il ricorso al Tar perché – contrariamente a quanto pensano le mamme – il sindaco ha sempre ragione“. Per i trasgressori è previsto il sequestro dello smartphone. Si tratta di un post ironico, nato per gioco, ma che è stato condiviso migliaia di volte su Facebook. Qualcuno ci è anche cascato.

Sindaco contro Whatsapp, la spiegazione

In Sardegna la scuola ripartirà il 22 settembre, dopo il voto. Un anno particolare, dato che sarà contraddistinto da mascherine, distanziamento e misure antiCovid.

Per smorzare la tensione, quindi, il sindaco di Desulo, Gigi Littarru, ha ironicamente vietato l’uso di gruppi e chat in cui – soprattutto le mamme, ma “pure nonne, zie e maestre” – diffondono non solo informazioni ufficiali, ma “pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive”.

Ai microfoni di Repubblica, il sindaco ha spiegato che l’idea è stata di un suo amico, l’ex sindaco di Galliate, Davide Ferrari: “L’ho vista, mi è sembrata appropriata e divertente e l’ho copiata sulla mia pagina. Da allora chiamate e commenti continui”.

Nessuna avversione nei confronti delle chat di Whatsapp: “La chat è uno strumento utilissimo e lo uso con piacere in prima persona per le comunicazioni del Comune. Nel periodo di chiusura da pandemia è stato di certo indispensabile per far arrivare disposizioni e ordinanze a tutte le famiglie. Ma sappiamo che è molto pericoloso: se le notizie non sono verificate, corrette, la propagazione diventa incontrollabile con effetti dannosi”, ha aggiunto Littarru.

Sindaco contro Whatsapp, le accuse di sessismo

Lo scherzo del primo cittadino, però, ha fatto storcere il naso ad alcuni utenti, che lo hanno criticato e accusato di sessismo per il riferimento, nella sua finta ordinanza, ai “genitori di sesso femminile“.

Per Littarru “non è questione di genere, vale pure per i padri. È un atteggiamento trasversale di lettura, comprensione e utilizzo superficiale tanto che in alcuni gruppi, come quello che unisce i sindaci sardi, ora solo gli amministratori possono inviare messaggi e allegati”.

VIRGILIO NOTIZIE | 04-09-2020 20:51

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