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Venezia, l’odio social non ha confini

La tragedia che ha colpito la città non ferma i "leoni da tastiera"

Venezia è in ginocchio. La città considerata tra le più belle del mondo e dichiarata, insieme alla sua laguna, patrimonio dell’umanità dall’Unesco fa la conta dei danni. Il livello raggiunto dall’acqua è il secondo più alto di sempre dal novembre del 1966 quando raggiunse i 194cm. Ieri sono stati superati i 180cm che hanno invaso la Basilica di San Marco provocando danni alle colonne dell’edificio, ai mattoni e ai marmi. Nell’isola di Pellestrina un uomo di 78 anni ha perso la vita a causa di un corto circuito elettrico innescato dalla marea. Danni anche a gondole e vaporetti, un’emergenza a tutti gli effetti.

Molte persone, in Italia e nel mondo, hanno espresso la loro vicinanza attraverso i social network  con segni di solidarietà nei confronti degli abitanti e della città. Il giornalista Enrico Mentana, direttore del TG La7 ha attivato una campagna di raccolta fondi dal titolo: “Un Aiuto Subito per Venezia”. La partecipazione in termini di donazioni è stata alta ma come spesso succede sui social, tra faccine tristi e cuoricini, non sono mancati i commenti dei così detti “haters” sia nei confronti del direttore che sulla città di Venezia. Mentana in un post pubblicato su Facebook ha dichiarato di aver cancellato tutti i commenti di odio e rancore, bloccando chi si è permesso di mettere in discussione la sua onestà riguardo l’organizzazione della sottoscrizione. L’odio social però non ha riguardato solo il giornalista ma tutta la città di Venezia.

Sul web infatti è possibile trovare frasi del tipo:

Veneziani razzisti verso i meridionali, dovete annegare insieme alla Lega che avete votato.

Penso sia arrivato il momento che Venezia impari a nuotare.

Questo è il karma, incitate sempre il Vesuvio di lavarci con la lava.

Non solo perché oltre ai commenti negativi e carichi d’odio sono stati creati anche fotomontaggi ad arte e meme di vario genere sulla città e i suoi abitanti. Probabilmente questa sorta di “humor nero” avrà fatto ridere qualche “haters” ma il pensiero comune, della maggioranza delle persone, è che di fronte a una tragedia, come quella capitata a Venezia, a volte è meglio posare la tastiera e aprire la mente.

VIRGILIO NOTIZIE | 14-11-2019 13:09

70a0471208a1507b2ff99ca66456b218.jpg Fonte foto: ANSA
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