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Vaccini, cambia il piano: dosi anticipate alle regioni virtuose

Il commissario Figliuolo ha deciso di anticipare più forniture delle dosi alle Regioni che vanno più spedite con le vaccinazioni

A partire da lunedì 17 maggio le Regioni potranno avviare le prenotazioni del vaccino anti Covid per le persone over 40. Una importante novità decisa dal commissario per l’emergenza coronavirus, Francesco Figliuolo, ma non l’unica. Il generale ha ricalibrato la distribuzione delle dosi dando il via libera a maggiori consegne alle Regioni che vanno più spedite con la campagna vaccinale.

La decisione è stata presa accogliendo le richieste di alcuni Regioni rimaste a corto di dosi disponibili, a partire dal Veneto. Non si tratta però di dare a queste Regioni più dosi rispetto alle altre, andando a ledere il principio di parità negli approvvigionamenti. Ma di un anticipo sulle forniture a base meritocratica.

Le Regioni che viaggiano più spedite con le vaccinazioni, come Veneto, Lombardia e Puglia, riceveranno forniture inizialmente destinate alle Regioni che sono più in difficoltà con la somministrazione dei vaccini, come Calabria e Sicilia. Queste recupereranno più avanti le fiale che spettano loro.

Fino a fine maggio sono previsti 3 milioni di dosi a settimana. In questa fase le Regioni più virtuose ne otterranno di più, diminuendole a quelle sotto gli obiettivi.

A giugno poi la campagna vaccinale dovrebbe registrare una netta accelerazione, con 25 milioni di dosi previste. Ai canali attuali nel prossimo mese si dovrebbero aggiungere le vaccinazioni nelle aziende e nelle farmacie, consentendo di coprire buona parte delle persone tra i 40 e i 59 anni.

I dati delle vaccinazioni finora

Per quanto riguarda l’uso dei vari vaccini anti Covid, le Regioni hanno fatto il pieno del farmaco di Pfizer, somministrando tutte le dosi a disposizione: 98% la media nazionale della percentuale di somministrazione. Anche per questo il Cts ha spostato fino a 42 giorni l’intervallo tra la prima e la seconda dose.

Sottoutilizzato il vaccino Moderna, con la media nazionale che si attesta al 78% delle dosi somministrate rispetto a quelle a disposizione. Un dato inferiore a quello di AstraZeneca (81%), che pure ha dovuto scontare la diffidenza di una parte della popolazione per i casi di trombosi.

Il meno impiegato finora è il vaccino monodose di Johnson & Johnson: somministrato appena il 44% delle dosi disponibili. Il dato è destinato ad aumentare sensibilmente quando diventeranno operative le vaccinazioni nelle farmacie.

VirgilioNotizie | 13-05-2021 08:55

Vaccino Covid, cosa succede se si ricevono più dosi del dovuto Fonte foto: ANSA
Vaccino Covid, cosa succede se si ricevono più dosi del dovuto
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