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Ultrà ucciso a Roma, la rivelazione del testimone sul killer

Un testimone ha riferito che al killer di Piscitelli si sarebbe inceppata la pistola. E l'ultras della Lazio non sarebbe stato solo sulla panchina

Si continua a indagare sul caso della morte di Fabrizio Piscitelli, l’ultrà della Lazio conosciuto nell’ambiente col soprannome Diabolik, ucciso al Parco degli Acquedotti a Roma nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 7 agosto. Nel frattempo, sono stati richiesti i funerali a porte chiuse.

Secondo quanto riportato da “Il Messaggero”, un testimone avrebbe riferito che, dopo il colpo di pistola che ha ucciso Diabolik, al killer si sarebbe inceppata la pistola. Lo stesso killer sarebbe poi scappato a piedi. La Polizia ha ritrovato un bossolo nei pressi della panchina dove il 53enne è stato ucciso.

Spunta, intanto, un’altra rivelazione: Piscitelli non sarebbe stato da solo sulla panchina dove è stato ucciso al Parco degli Acquedotti. Accanto a lui, infatti, ci sarebbe stato il suo autista che, per paura, si sarebbe poi allontanato. “Aveva appuntamento con qualcuno ma non so con chi”, avrebbe raccontato agli investigatori secondo quanto riportato da “Il Messaggero”.

VIRGILIO NOTIZIE | 08-08-2019 17:02

Ultras Lazio ucciso nel parco: chi era Diabolik Fonte foto: Ansa
Ultras Lazio ucciso nel parco: chi era Diabolik
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