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Ucraina, svolta e spiragli di pace. Negoziati conclusi: "Russia ridurrà drasticamente l'attività militare"

Al termine dei negoziati tra Russia e Ucraina tenutisi in Turchia si aprono degli spiragli di pace sulla guerra in corso

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Intorno alle 13.15 (ora italiana) si è concluso il nuovo round di colloqui tra Russia e Ucraina. I negoziati, durati circa 3 ore, si sono svolti in Turchia, a Istanbul, al palazzo Dolmabahce. A differenza degli altri incontri tra i rappresentati di Mosca e di Kiev, stavolta qualche spiraglio in vista di una possibile pace si è intravisto. A partire dal fatto che non è escluso che nei prossimi giorni si possa organizzare un faccia a faccia tra Vladimir Putin Volodymyr Zelensky.

Putin e Zelensky, faccia a faccia più vicino: cosa è emerso dopo i negoziati in Turchia

I colloqui di Istanbul tra Russia e Ucraina hanno dato risultati sufficienti per l’organizzazione di un incontro tra i presidenti dei due Paesi, ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino, Mikhailo Podolyak, al termine della tornata negoziale. “Continueremo i negoziati con la Russia ma coinvolgeremo anche i Paesi garanti”, ha aggiunto Podolyak, citando Israele, Turchia, Canada e Polonia.

Il capo della delegazione ucraina, David Arakhmia, ha inoltre sottolineato che, laddove  il sistema di garanzie per la sicurezza dell’Ucraina proposto alla Russia dovesse “funzionare”, il governo di Zelensky darebbe l’ok per lo status di “neutralità“. Con la neutralità, ha rimarcato Arakhmia, non troverebbero spazio basi straniere in Ucraina.

Negoziati Ucraina-Russia, Mosca: “Faremo due passi concreti per la escalation della crisi”

Al termine dei negoziati, il capo negoziatore russo Medinsky, citato dalla Tass, ha riferito di “colloqui costruttivi” ed ha aperto a una possibile de-escalation relativa al fronte militare. Un incontro tra Putin e Zelensky si potrà organizzate soltanto dopo che un accordo di pace verrà siglato dai ministri degli Esteri dei due Paesi, ha sottolineato sempre Medinsky.

“Faremo due passi concreti per la escalation della crisi”, ha concluso il capo negoziatore russo, sostenendo che Mosca “interromperà drasticamente l’attività militare vicino a Kiev e Chernihiv”.

Kiev bombardata.Fonte foto: ANSA
Bombardamenti nei pressi di Kiev

Qualora il lavoro sul trattato Mosca-Kiev procedesse speditamente e si trovasse un compromesso, la possibilità di arrivare a un trattato di pace sarà più concreto, ha concluso Medinsky.

Il vice ministro della Difesa, Alexander Fomin, anche lui presente in Turchia ai colloqui, ha confermato la decisione “al fine di aumentare la fiducia reciproca per i futuri negoziati”.

Una delle proposte avanzate da Kiev prevede consultazioni “per un periodo di 15 anni” sullo status della Crimea. E durante questo tempo Ucraina e Russia “non useranno le armi”, ha spiegato la delegazione ucraina. David Arakhamia ha aggiunto che l’obbiettivo da raggiungere è un “un meccanismo internazionale di garanzie di sicurezza in cui i Paesi garanti agiscano in modo simile all’articolo 5 della Nato, e ancora più fermamente”.

Il capo negoziatore ucraino, Mikhailo Podolyak, ha inoltre rimarcato che ci deve essere una “pace piena sul territorio ucraino” prima di poter siglare un “qualsiasi accordo finale con la Russia”. Quindi ha aggiunto che “prima di tutto sarà necessario un referendum in Ucraina sui termini dell’accordo con Mosca”.

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