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Ucraina, 50 giorni di guerra contro la Russia di Putin: gli episodi più significativi, da Mariupol a Bucha

La guerra tra Ucraina e Russia dura da 50 giorni: ecco quali sono tutti i momenti più significativi, dalla strage di Mariupol al massacro di Bucha

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Il 24 febbraio 2022 l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, dando vita a una guerra che si protrae da 50 giorni. Un conflitto che si è preso la scena mediatica, oscurando persino il Covid, assoluto protagonista degli ultimi due anni. Vladimir Putin pensava di riuscire a sconfiggere Volodymyr Zelensky in poche settimane, ma la resistenza ucraina, supportata da Stati Uniti ed Unione europea, ha scombinato i piani del presidente russo. Ecco quali sono i momenti più significativi di questi primi 50 giorni di guerra, dalla strage di Mariupol al massacro di Bucha.

Le tappe della guerra tra Ucraina e Russia: i giorni prima dell’invasione

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è datata 24 febbraio, ma prima di quel giorno ci sono state diverse avvisaglie:

  • 13 febbraio: gli Usa pre-annunciano l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, contraria alla sua adesione alla Nato. La mossa di Putin è prevista per il 16 febbraio;
  • 14 febbraio: gli Usa inviano armi all’Ucraina;
  • 15 febbraio: vertice a Mosca tra Vladimir Putin e Olaf Scholz, il cancelliere tedesco. La Russia è ferma: non vuole che l’Ucraina entri nella Nato;
  • 16 febbraio: la Germania minaccia di chiudere il gasdotto Nord Stream 2 in caso di aggressione;
  • 17 febbraio: il ministero della Difesa dell’Estonia rivela che Mosca è pronta per la guerra: l’intelligence russa avrebbe compilato una lista di obiettivi in Ucraina;
  • 18 febbraio: la Russia inizia a muovere le truppe verso il confine. I filo-russi nel Donbass iniziano a spostarsi verso la regione russa di Rostov;
  • 19 febbraio: vertice di urgenza del G7, proseguono gli scontri nel Donbass;
  • 20 febbraio: Macron telefona a Putin, Zelensky invoca il cessate il fuoco. Cresce la tensione;
  • 21 febbraio: la Russia riconosce le repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk;
  • 22 febbraio: la Germania sospende l’autorizzazione del gasdotto Nord Stream 2, sanzioni dell’Inghilterra alle banche russe;
  • 23 febbraio: i leader del Donbass chiedono a Putin sostegno contro l’Ucraina, scontri nella repubblica di Luhansk;
  • 24 febbraio: inizia la guerra, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La guerra tra Ucraina e Russia giorno per giorno

Il 24 febbraio le forze armate russe invadono l’Ucraina: la guerra ha ufficialmente inizio. Per Vladimir Putin si tratta di una “speciale operazione militare” per “denazificare” e “demilitarizzare” il Paese. Ecco cosa succede dopo quel giorno:

  • 25 febbraio: gli Stati Uniti congelano i beni di Putin e Lavrov; soldati russi a Melitopol;
  • 26 febbraio: Stati Uniti ed Unione Europea applicano lo Swift, Biden parla per la prima volta di terza guerra mondiale;
  • 27 febbraio: l’Ucraina riprende il controllo di Kharkiv. La Russia, per la prima volta, ammette che ci sono stati “morti e feriti” tra i suoi soldati;
  • 28 febbraio: le delegazioni di Ucraina e Russia si incontrano a Gomel. Intanto, Zelensky firma richiesta di adesione all’Unione europea;

 

  • marzo: i russi colpiscono la torre della tv di Kiev, facendo saltare tutte le trasmissioni;
  • 2 marzo: i russi conquistano la città di Kherson: è il primo grande centro ucraino a cadere;
  • 3 marzo: secondo round dei negoziati;
  • 4 marzo: l’esercito russo attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhya. Uno dei reattori prende fuoco, ma la situazione rimane sotto controllo;
  • 5 marzo: da Irpin arrivano foto di decine di civili costretti a nascondersi sotto le macerie di un ponte distrutto per sfuggire ai bombardamenti nemici;
  • 6 marzo: Zelensky sente Mario Draghi. Intanto i russi lanciano razzi su Kharkhiv, sede di una centrale nucleare;
  • 7 marzo: terzo round dei negoziati. Nel frattempo la Russia diffonde una lista di “Paesi ostili”, in cui è presente anche l’Italia;
  • 8 marzo: Zelensky tiene il primo di una lunga serie di discorsi ai parlamenti nazionali di altri Paesi. Parte dal Regno Unito, citando Shakespeare, Amleto e Winston Churchill;
  • 9 marzo: la Russia bombarda l’ospedale pediatrico di Mariupol, ancora in servizio. Mosca si difende dicendo che la struttura ospita il battaglione Azov, il reparto di combattenti ucraini accusati da Putin di voler portare avanti il genocidio dei russi;
  • 10 marzo: la Russia abbandona il Consiglio d’Europa. L’Unione europea dichiara che sarà energicamente indipendente dalla Russia entro il 2027;

 

  • 11 marzo: bombe su Dnipro, colpito un asilo;
  • 12 marzo: anche Kiev finisce sotto le bombe, mentre a Mariupol viene colpita la moschea;
  • 13 marzo: raid russo in una scuola a Mykolaiv. Intanto il collettivo hacker Anonymous manda un messaggio ai cittadini russi, invitandoli a ribellarsi a Putin e a rimuoverlo dal potere;
  • 14 marzo: quarto round dei negoziati. Intanto, c’è un bilancio fornito dall’Ufficio per gli affari umanitari dell’Onu (Ohchr) alla Cnn: sono 636 i civili ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa, tra cui 46 minorenni;
  • 15 marzo: riprendono i negoziati;
  • 16 marzo: viene bombardato anche il teatro di Mariupol. Al momento dell’attacco era in funzione come rifugio di civili e bambini;

teatro mariupolFonte foto: ANSA
Il teatro di Mariupol dopo il bombardamento

  • 17 marzo: sono 130 i sopravvissuti tra le macerie del teatro a Mariupol;
  • 18 marzo: allarme dal Pentagono, secondo cui Putin potrebbe ricorrere alla minaccia nucleare;
  • 19 marzo: Zelensky chiede un incontro con Putin. La Russia lancia missili supersonici;
  • 20 marzo: secondo l’intelligence di Kiev, starebbe prendendo quota l’ipotesi di un complotto russo ai danni di Vladimir Putin, che prevederebbe l’eliminazione dell’attuale presidente russo. Bombe su Bucha;

 

  • 21 marzo: un centro commerciale di Kiev è distrutto dagli attacchi aerei di Mosca;
  • 22 marzo: Zelensky è in videoconferenza con il Parlamento italiano, riunito a Montecitorio. Paragona Mariupol a Genova: “La guerra continua a devastare città ucraine, alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti. Mariupol è completamente bruciata dopo tre settimane, una città grande come Genova. Immaginate la vostra Genova distrutta”;
  • 23 marzo: convoglio umanitario sequestrato dai russi a Mariupol;
  • 24 marzo: incendio domato vicino alla centrale nucleare di Chernobyl;
  • 25 marzo: bombardamenti nei pressi di Chernobyl, mentre arriva la notizia dei morti sotto le macerie del teatro di Mariupol, circa 300;
  • 26 marzo: Biden definisce Putin “un criminale”. Gli ucraini respingono i russi a Odessa;
  • 27 marzo: Zelensky dichiara che l’Ucraina “sta prendendo attentamente in considerazione la questione della neutralità” ed è pronta a “un compromesso sul Donbass”;
  • 28 marzo: Roman Abramovich sarebbe stato avvelenato durante i negoziati, un mese prima la diffusione della notizia;

abramovichFonte foto: ANSA
Roman Abramovich

  • 29 marzo: nuovi negoziati a Istanbul, c’è anche Abramovich;
  • 30 marzo: ancora bombardamenti a Kiev e Mariupol, si parla di bombe al fosforo sui civili;
  • 31 marzo: i russi si ritirano da Chernobyl. Ucciso Edy Ongaro, un miliziano italiano;

 

  • aprile: nuovo round di negoziati. Bucha viene liberata;
  • 2 aprile: drammatico bilancio, almeno 5 mila morti a Mariupol: nuovo corridoio umanitario. Il sindaco di Bucha dice che “ci sono quasi 300 persone sepolte in ‘fosse comuni‘ fuori Kiev”;
  • 3 aprile: fanno il giro del mondo le immagini del massacro di Bucha, con la Russia che respinge le accuse di crimini di guerra;

buchaFonte foto: IPA
La strage di Bucha

  • 4 aprile: Zelensky visita Bucha, definisce i soldati russi “assassini, torturatori e stupratori”;
  • 5 aprile: riprendono i bombardamenti, gli orrori di Bucha arrivano al Consiglio di sicurezza dell’Onu;
  • 6 aprile: bombardamenti nei pressi di Leopoli, dove si sono recate le ambasciate dopo la fuga da Kiev. Un video mostra soldati russi che sparano a un ciclista a Bucha;

 

  • 7 aprile: sulla scia delle immagini in arrivo da Bucha, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sospende la Russia dal Consiglio per i Diritti Umani;
  • 8 aprile: la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, è in visita a Kiev. I due incontrano Zelensky. Intanto, bomba sulla stazione di Kramatorsk: sul missile c’è scritto “per i bambini”;

 

  • 9 aprile: per S&P il “rating della Russia è declassato a SD, cioè default selettivo”;
  • 10 aprile: trovata nuova fossa comune a Kiev. Fonti ucraine: “Sparite da Chernobyl 133 sostanze”;

 

  • 11 aprile: il cancelliere austriaco, Karl Nehammer, incontra Putin. È il primo leader di un Paese occidentale – membro della Ue ma non della Nato – ad andare a Mosca dall’inizio della guerra;
  • 12 aprile: Putin dichiara che quella in Ucraina è “una tragedia, ma non avevamo scelta”;

 

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