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Troppi tatuaggi, carabiniere licenziato: ma il Tar lo reintegra

A Bologna l'Arma deve reintegrare un appuntato scelto che era stato allontanato dal servizio per i tatoo vistosi sulle braccia

Una delle tante sentenze destinate a fare giurisprudenza. Il Tar dell’Emilia Romagna ha accolto il ricorso da parte di un appuntato scelto dei carabinieri, in servizio a Bologna, che aveva subito la “perdita del grado per rimozione” da parte dell’arma. Il motivo: aveva troppi tatuaggi e per lo più visibili.

Secondo il Tribunale amministrativo emiliano “l’incisione di tatuaggi, ove per dimensioni e contenuto siano deturpanti della persona e indice di personalità abnorme, può sicuramente costituire un illecito sul piano disciplinare” ma tale da giustificare “la sanzione inflitta certamente sproporzionata“. Inoltre, osserva il Tar, la stessaArma non vieta, ma ‘sconsiglia’ – con propri atti – l’applicazione dei tatuaggi.

La sentenza del Tar, che ha trattato la causa in videoconferenza, in base al protocollo anti-Covid, suggerisce anche come possa essere superato il problema dell’eccessiva visibilità dei tatuaggi alla base dell’espulsione del carabiniere e della successiva causa legale. Il Carabiniere, si legge nella sentenza, potrebbe essere assegnato “presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte, sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi”.

Gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta che hanno seguito la causa per conto del carabinieri reintegrato hanno commentato favorevolmente la sentenza del Tar: “Fa tirare un sospiro di sollievo a quei militari che, in questi ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza, si sono trovati improvvisamente sottoposti. Auspico  che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi di tale sentenza”.

VIRGILIO NOTIZIE | 30-06-2020 13:06

Fiera tatuaggi Tattoo festival Lingotto Torino Fonte foto: Ansa
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