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Tragedia Jesolo, racconto dei ragazzi che hanno soccorso vittime

"Ci siamo buttati sperando di salvarli", hanno detto i cinque giovani

“Chiunque avrebbe fatto lo stesso. In quel momento non pensi, ti butti…solo speravamo di poterli salvare”. Queste le parole dei cinque ragazzi stranieri che, la notte tra il 13 e il 14 luglio, hanno tentato di salvare i quattro giovani di Jesolo. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante i funerali allo stadio, ha voluto ringraziarli personalmente. “Bravi, grazie ragazzi”, ha detto stringendogli la mano.

Come riporta Il Corriere della Sera, Laurat Hoti, 30 anni, e Florim Bytyci, 38 anni, di Mestre, si sono tuffati per recuperare i corpi di Eleonora, Giovanni e Leonardo mentre Riccardo rimaneva incastrato dal volante. Lulzim Bytyci, Ilir Lekaj e Burim Kuci, invece, li hanno aiutati dalla riva. Quella sera i cinque si erano riuniti per festeggiare l’arrivo dalla Svezia di uno di loro per le vacanze. Dal giorno della tragedia hanno cercato di restare nell’ombra, andando via dal luogo dell’incidente poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Hanno risposto solo all’appello di Paolo Diral, il papà di Giorgia, l’unica sopravvissuta.

“Lei era riuscita a uscire e urlava ‘aiutate i miei amici’. Ci abbiamo provato, abbiamo sperato davvero ma era buio, l’acqua mista al fango – ha spiegato Laurat – non si vedeva niente”.

VIRGILIO NOTIZIE | 19-07-2019 17:03

d813bf90daed1bf0ed50a84baf000c3a Fonte foto: Ansa
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