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Torino, padre fa picchiare il figlio gay: "Rompigli le mani"

Il padre di un medico di 40 anni ha pagato un uomo per picchiare il figlio, dopo che quest'ultimo si era dichiarato omosessuale

Spezzagli le mani, non deve più fare il chirurgo“. Con queste parole un uomo ha assoldato un picchiatore per aggredire il figlio, omosessuale. La vicenda è stata raccontata alla Stampa dal protagonista, oggi 40enne. I fatti risalgono a circa tre anni fa. Il padre ha patteggiato una pena di due anni.

“Mio padre voleva farmi picchiare perché sono gay”: il racconto

“La pietra dello scandalo è stata tre anni fa, quando sono stato paparazzato al mare, in Francia, con un attore molto noto”, racconta il chirurgo alla Stampa. Una foto che il padre considera un affronto soprattutto perché di pubblico dominio.

Per la prima volta, il medico parla della sua omosessualità alla famiglia, a cui presenta anche il compagno. “Mia madre stava molto male e volevo renderla partecipe della mia vita prima di perderla. Mio padre, all’inizio, l’aveva presa bene. Il mio compagno veniva a pranzo, a cena. Mi aspettavo una reazione paterna, non una cosa del genere“.

Così, nell’aprile 2017 l’uomo paga una persona per pedinare la coppia: “Un giorno esco dallo studio e mi avvicina un tizio. Mi dice che mio padre l’ha pagato per spezzarmi le mani. Mi dice anche che non ha nessuna voglia di farlo, gli sono sembrato un bravo ragazzo e non vuole rovinarmi la vita”.

Ma il picchiatore non vuole rinunciare ai 2.500 euro promessi dal padre: “Abbiamo finto un’aggressione, così da poter fornire a mio padre delle prove fotografiche“. Idem per le ruote dell’auto: “Mio papà aveva pagato quell’uomo per bucare le gomme, anche quelle della macchina di mia madre”. Il padre, infatti, dopo 42 anni di matrimonio aveva deciso di separarsi.

Il padre contro il figlio: “Si droga e beve”

Oltre a farlo picchiare, il genitore voleva anche distruggerne la reputazione: “Diceva che mi drogavo, che ero malato, che bevevo – aggiunge il figlio -: non riesco a trovare una spiegazione a tutto questo. Mi sono rivolto anche a uno psicologo. Avrei potuto accettare che mio papà avesse dei problemi psichici. E invece no”.

Così nel maggio 2018 il medico decide di denunciare il padre: “Per più di due anni ho vissuto sotto scorta, i miei amici mi venivano a prendere e mi riportavano a casa. Li tenevo costantemente aggiornati sui miei spostamenti”.

I due non si parlano più se non tramite avvocati: “A prescindere da quello che ha fatto a me, non posso perdonare quello che ha fatto a mia madre e al mio compagno“.

VirgilioNotizie | 16-12-2020 12:13

torino-padre-figlio-gay Fonte foto: 123RF
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