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Perché per la Commissione Ue la manovra non può funzionare

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis insiste: la manovra italiana va cambiata, così com'è non centrerà gli obiettivi

La manovra economica del governo italiano così com’è non può funzionare. Ne è convinta la Commissione Ue e non manca occasione di ribadirlo. Oggi da Bruxelles lo ha fatto, nuovamente, il lèttone Valdis Dombrovskis, vicepresidente della stessa Commissione. I motivi per i quali la manovra non va giù a Bruxelles derivano non soltanto dalle previsioni sul rapporto deficit-Pil, già sulla carta ritenuto troppo alto (2,4%), ma anche da una sorta di spirale cause-effetti: l’andamento attuale del mercato è influenzato dalle perplessità sull’efficacia delle misure annunciate e a sua volta non potrà non influenzarne i risultati. La strategia espansiva che il governo italiano vuole adottare “non sembra funzionare ed è importante per l’economia italiana che questa strategia venga corretta”, ha sottolineato Dombrovskis a Bruxelles. E ha poi spiegato: “Quello che vediamo è un aumento dei tassi di interesse, che si trasmette all’economia reale. Vediamo difficoltà nel settore bancario, che ancora una volta limita la disponibilità del credito all’economia reale; gli indicatori di fiducia sono in calo, ciò che potrebbe ripercuotersi sugli investimenti nell’economia italiana”.

Dombrovskis: serve correzione sostanziale della manovra

Insomma, un gatto che si morde la coda: se già ora, pur neppure varata, la manovra di Giuseppe Conte & C. sta spingendo i mercati a penalizzare la nostra economia, come può pensare il governo che le previsioni di crescita saranno rispettate? In un modo o nell’altro, stime, numeri e misure andrebbero come minimo adeguati alla congiuntura attuale, che non potrà non avere ripercussioni sulle performance dell’Azienda Italia a breve-medio termine. La correzione di rotta, ribadiscono da Bruxelles, deve essere sostanziale, o non riuscirà neppure a riparare i danni già provocati. “Siamo in contatto con le autorità italiane e pronti a reagire se dovessero esserci grandi sviluppi riguardanti il bilancio italiano e se dovessero esserci grandi correzioni di rotta”, ha riferito quindi Dombrovskis. “Dove siamo – ha ricordato – è largamente noto: secondo la decisione del Consiglio Ue di luglio, l’Italia dovrebbe effettuare una correzione strutturale pari allo 0,6% del Pil; invece vediamo, secondo i piani dello stesso governo, un deterioramento dello 0,8%. Secondo le previsioni della Commissione è anche peggio: un deterioramento dell’1,2% del Pil. Vediamo che la differenza è molto grande. E la correzione che occorre – ha ribadito – è molto sostanziale, ma non posso commentare ogni decimale di punto”.

Manovra troppo ottimistica secondo la Commissione

“Quello che possiamo dire – ha proseguito il vicepresidente della Commissione – è che attualmente c’è una sostanziale differenza tra le previsioni dell’Italia e le nostre… Crediamo che le previsioni macroeconomiche dell’Italia siano troppo ottimistiche e vediamo che questa strategia, che è apparentemente intrapresa dal governo, di fare una politica espansiva, facilitando la crescita economica ed essendo in grado di gestire sia il deficit, sia il debito, in realtà non si sta concretizzando”. Anzi, “vediamo che l’economia in realtà rallenta. E abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia”. Insomma, non è soltanto questione di “regole” o “dogmi”, come può apparire quello del rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, ma secondo Bruxelles si tratta soprattutto dell’incoerenza di una manovra ritenuta incapace di perseguire gli obiettivi di sviluppo che essa stessa si pone.

 

ASKANEWS | 03-12-2018 14:30

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