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Valanga in Pakistan, parlano gli alpinisti italiani: il video

David Bergamin: "Mi entrava la neve in bocca, dovevo buttarla fuori, galleggiare e risalire"

“Quando ci siamo trovati tutti quanti alla base della parete, ero un po’ scosso. Non capivo se era vero o se era un sogno quello che era successo. È stato veramente una cosa incredibile“. A parlare è David Bergamin, uno degli alpinisti italiani sopravvissuti alla valanga sulla catena montuosa dell’Hindu Kush, nel nord del Pakistan.

Il gruppo è stato travolto a 5.000 metri dalla vetta inviolata. Gli alpinisti hanno raccontato la vicenda ai microfoni di “Ansa”.

“È stato un evento eccezionale, imprevedibile“, racconta Bergamin. “C’è stato un fronte di circa 300 metri di larghezza, ci ha investito con una violenza incredibile. Abbiamo iniziato a rotolare giù per la montagna. A volte mi mancava il fiato, mi entrava la neve in bocca. Allora dovevo buttarla fuori, cercare di galleggiare e risalire”.

La valanga ha fatto una vittima, l’alpinista pachistano Imtyaz Ahmmad, e alcuni feriti, incluso Tarcisio Bellò, il capo della spedizione, che ha riportato una frattura al braccio. Parlando coi giornalisti, Bellò ha voluto chiedere sostegno per il suo progetto umanitario in gemellaggio con il Pakistan.

“Siamo orgogliosi di questa partnership Italia-Pakistan. Ci piacerebbe che l’Italia ci aiutasse a sviluppare questo progetto, che è ritenuto veramente importante dalle popolazioni locali. È un’idea cresciuta assieme tra alpinisti italiani e alpinisti pachistani”.

VirgilioNotizie | 20-06-2019 22:21

pakistan-alpinisti Fonte foto: Ansa
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