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Tagli all'editoria, rispunta un emendamento M5S

Presentato in commissione bilancio al Senato un emendamento alla manovra per ridurre i fondi destinati alla stampa. Cosa dice Crimi

E ‘ battaglia sui tagli all’editoria. Con un emendamento alla manovra presentato in commissione Bilancio del Senato il Movimento 5 stelle propone di ridurre i fondi destinati all’editoria a partire dal prossimo anno “fino alla loro abolizione”.

Cosa ha detto Crimi

“Abbiamo garantito una progressività in base alla quale un giornale che oggi prende un milione di euro di contributi vedrà ridotto al primo anno di solo il dieci per cento il proprio contributo. Ricordiamoci che il contributo diretto dello Stato lo prendono 150 aziende (editoriali) a fronte di circa 18 mila testate, una piccolissima platea”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi, intervistato dal Gr1. I soldi risparmiati, ha spiegato, “rimangono nel fondo per il pluralismo che vuole garantire un sostegno a tutti, non solo ad alcuni editori”. Una misura punitiva? “Lo poteva essere se arrivava adesso – sottolinea – ma noi lo abbiamo detto dieci anni fa, noi nasciamo con una proposta: l’abolizione dell`ordine dei giornalisti e il taglio del finanziamento ai giornali. Quindi abbiamo un mandato forte e netto”. Il sottosegretario pentastellato del resto aveva promesso che l’emendamento sarebbe stato ripresentato al Senato. E così è stato.

La polemica

Il testo presentato a Palazzo Madama, primo firmatario Stefano Patuanelli,  secondo la Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e l’Ordine dei giornalisti mette a repentaglio pluralismo, posti di lavoro e il diritto dei cittadini ad essere informati. “Sosterremo tutte le iniziative a sostegno dei giornalisti e delle testate a rischio di chiusura“, avvertono sindacato e Ordine. Quello dei tagli al sostegno pubblico per l’editoria “è uno snodo che viene colpevolmente sottaciuto, in questi giorni isterici che vedono la manovra economica cambiare di ora in ora, eppure coinvolge la qualità della nostra democrazia”  ha scritto anche la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un intervento pubblicato sul Tempo.

Il trend nero dell’editoria

E’ proseguito anche nel 2017 il trend nero dell’editoria italiana, in affanno rispetto a quella tedesca, francese e inglese, con ricavi, occupazione e investimenti ancora in calo, seppur si segnala un qualche miglioramento sul fronte della redditività industriale. E’ quanto emerge dal rapporto 2018 di R&S Mediobanca sull’editoria, segnalando come lo scorso anno la diffusione cartacea in Italia sia diminuita di ulteriori 400mila copie al giorno, passando a
2,2 milioni, pari a una flessione del 15,4% sul 2016 e del 40,5% sul 2013. A livello mondiale, invece, nel 2017 la diffusione su carta è rimasta stabile (-0,1% sul 2016).

ASKANEWS | 16-12-2018 15:30

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