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Strasburgo, la fuga del killer in taxi: "Ho sparato a 10 persone"

La testimonianza del tassista che ha preso a bordo il killer in fuga: sanguinava da un braccio e aveva un coltello

“Abbiamo sentito diversi spari, forse tre, e abbiamo visto diverse persone correre, uno di loro è caduto, non so se perché inciampato o colpito”, ha raccontato un testimone dal suo appartamento, non lontano dalla cattedrale di Notre Dame, vicino alla zona dei mercatini di Natale di Strasburgo, dove ieri Cherif Chekatt ha ucciso 3 persone e ferito altre 13, tra cui un italiano colpito alla nuca.

La testimonianza del tassista

Gli inquirenti che indagano sulla strage, hanno anche raccolto la testimonianza del tassista che – ignaro di chi avesse preso a bordo – ha trasferito Chekatt lontano dalla zona dell’attentato. Il killer, ha spiegato il procuratore, era in possesso di un coltello e sanguinava da un braccio: si è fatto accompagnare non lontano del commissariato di polizia del quartiere di Neudorf, senza chiedere di essere lasciato in un luogo specifico. Il tassista ha raccontato agli investigatori di avere chiesto al cliente delle spiegazioni sulle sue ferite. Il killer ha risposto di avere appena aperto il fuoco nella zona dei mercatini di Natale e di avere ucciso dieci persone.

Gli spari al mercatino di Natale

Alle 19:50 di ieri, il sospetto ha aperto il fuoco a Rue des Orfèvres, nella zona dei mercatini di Natale, in pieno centro città, “seminando il terrore” in “tre diversi punti”, secondo la ricostruzione del ministro dell’Interno Christophe Castaner. Alcuni testimoni hanno riferito di avere udito almeno 20 colpi, il killer avrebbe urlato “Allah Akbar“. “Tra le 20:20 e le 21”, l’attentatore ha avuto per due volte uno scambio di colpi d’arma da fuoco con le forze di sicurezza, prima di fuggire. Durante questo scambio, sarebbe rimasto ferito da una pattuglia di soldati dell’Operazione Sentinelle, secondo una fonte della polizia. L’attacco ha avuto luogo non lontano dalla cattedrale di Notre Dame, che nel 2000 era stata individuata come bersaglio da quattro cittadini algerini, che avevano intenzione di far esplodere una bomba alla vigilia di Capodanno.

La matrice “incerta”: il terrorismo

Il sottosegretario Nunez ha spiegato questa mattina che la “matrice terroristica” dell’attentato “in questo momento non può essere asserita”. “Dobbiamo stare molto attenti quando parliamo di un attacco”, ha commentato, smentendo anche la notizia di un’operazione in corso attorno alla cattedrale. “L’aggressore non era conosciuto per reati legati al terrorismo. Durante la sua permanenza in carcere è stata rilevata una radicalizzazione della sua pratica religiosa ed è stato
monitorato”, ha precisato Nunez.

ASKANEWS | 12-12-2018 14:27

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