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Strage via D'Amelio, l'attacco al Csm della figlia di Borsellino

Fiammetta Borsellino, la figlia del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio nel 1992, ha lanciato un duro attacco al Csm

Fiammetta Borsellino, la figlia di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso nel 1992 in quella che è passata alla storia come la strage di via D’Amelio, ha lanciato un durissimo attacco al Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) nel corso di un dibattito a cui ha preso parte a Palermo.

Fiammetta Borsellino, come riporta il ‘TgCom’, ha fatto riferimento a eventuali responsabilità disciplinari dei magistrati che indagarono sulla strage, sostenendo che il Csm «non ha fatto nulla sul piano disciplinare» in merito all’eventuale depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio, su cui è in corso un processo. Fiammetta Borsellino ha inoltre aggiunto: «Quando il Csm si è mosso non l’ha fatto di sua iniziativa, ma solo su input di noi familiari e questo per me è abominevole».

Ancora Fiammetta Borsellino: «A oggi, nei nostri confronti, non c’è stata alcuna riparazione. Io sono stata convocata dal procuratore generale della Cassazione. Ci si chiedono contributi a cui non ci siamo mai sottratti, contrariamente ad altri, ma non c’è stata alcuna riparazione».

‘TgCom’ riporta anche le parole del procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, intervenuto assieme a Fiammetta Borsellino al dibattito: «Menti esterne alla Mafia hanno ordinato a Cosa nostra di anticipare il progetto di omicidio di Paolo Borsellino e hanno dato anche ai clan il supporto logistico per fare la strage».

VirgilioNotizie | 12-04-2019 20:12

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