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Strage di Erba: è ancora giallo sui reperti non analizzati

Le Iene raggiungono il cancelliere che ha distrutto i reperti della strage

Continua il giallo sulle prove del delitto di Erba mai analizzate e in parte bruciate nell’inceneritore dal cancelliere del Tribunale di Como Angelo Fusaro. Il programma Le Iene è tornato ad indagare sul caso, con l’inviato Antonino Monteleone che ha raggiunto il cancelliere.

I reperti mai analizzati della strage di Erba

Sulla scena del delitto di Erba, in cui l’11 dicembre del 2006 furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, sarebbero stati rinvenuti dei reperti mai analizzati, secondo quanto riporta il programma Le Iene. Nell’intervista dell’inviato Antonino Monteleone al giornalista Edorado Montolli, tra questi reperti ci sarebbero un accendino, che potrebbe essere stato utilizzato per appiccare l’incendio nella casa della strage, un cellulare e un mazzo di chiavi. La difesa ha chiesto la revisione del processo, per poter verificare queste prove mai analizzate che potrebbero scagionare Rosa e Olindo Romano, i due coniugi condannati per la strage.

I reperti, infatti, potrebbero provare la presenza di terze persone nella casa, che potrebbero essere coinvolte nel delitto. Tra le ipotesi sollevate negli ultimi mesi, infatti, c’è anche quella di una vendetta di ‘Ndrangheta, a causa del coinvolgimento di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna, in un giro di spaccio di droga.

Si riteneva che tutti questi reperti, conservati dal Tribunale di Como, fossero andati distrutti nell’inceneritore, fino al colpo di scena in cui si svelava che solo una parte di queste prove era stata distrutta. I reperti erano finiti nell’inceneritore il 12 luglio del 2018, proprio nello stesso giorno in cui la Corte di Cassazione, dopo un rimbalzo di competenze durato cinque anni tra i vari tribunali, aveva deciso che la difesa di Olindo e Rosa avrebbe potuto analizzare le prove a proprie spese. Un fatto che aveva suscitato le ire dell’avvocato Fabio Schembri, difensore dei coniugi Romano.

Fino a che lo scorso 6 febbraio, presso il Tribunale di Como sono stati trovati cinque plichi che contenevano: una tanica, otto coltelli, un affilacoltelli, un mazzo di chiavi, un abbonamento e un telefono cellulare.

Raggiungendo il cancelliere Angelo Fusaro, la “Iena” Monteleone gli ha chiesto come fosse stato possibile distruggere parte dei reperti mai analizzati della strage di Erba, ma il cancelliere non ha voluto commentare. Alla domanda “Chi le ha ordinato di distruggere i reperti?”, Fusaro ha risposto: “Basta!”.

 

VirgilioNotizie | 08-04-2019 10:32

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