'Sì Tav subito', in 30mila in piazza a Torino

Le 'madamin' animatrici: è già un referendum

Lo slogan non lascia dubbi di interpretazione: “Sì Tav subito”. A scandirlo in piazza Castello, il salotto buono di Torino, oltre 30 mila persone vestite d’arancione, il colore della manifestazione che ha unito imprenditori, associazioni di categoria, sindacati e partiti. Tanti partiti, dal Pd alla Lega, passando per Forza Italia e Fratelli d’Italia. Divisi su (quasi) tutto ma non sul supertreno, per loro simbolo di sviluppo e di futuro. A vincere al ritmo di ‘We Will Rock You’, dei Queen, non è però la politica ma la società civile, che per la seconda volta in due mesi genera un’onda capace di agitare i già difficili equilibri di governo.

“Per la seconda volta i cittadini sono in piazza. Questo è già un referendum“, affermano Patrizia Chiazza e Roberta Castellina, due delle cosiddette ‘madamin’ animatrici del falsh mob con l’ex sottosegretario Mino Giachino. “Ci fa piacere – sottolineano – che molte forze politiche abbiano deciso di aderire, Lega inclusa – aggiungono -. Noi però abbiamo chiesto che non ci siano bandiere di partito, perché la Torino-Lione è un’opera di tutti”.

“Siamo qui a ribadire una posizione storica della Lega, che è sempre stata a favore delle grandi opere”, ha detto il segretario del Carroccio in Piemonte, e capogruppo alla Camera del Carroccio, Riccardo Molinari. “Dimostrano questa posizione i voti, le posizioni politiche, i programmi elettorali – aggiunge – non ultimo quello con cui siamo stati eletti il 4 marzo, che per il Piemonte punta sullo sviluppo di Terzo Valico e Tav per il suo rilancio”.

E Luigi Di Maio in merito alle frizioni Lega-M5s sulla Tav ha detto di “non scandalizzarsi per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo”. “È semplicemente il fatto che queste sono due forze politiche che hanno convinzioni diverse – ha osservato Di Maio poco prima di salire sul palco a Porto Torres, prima tappa del suo tour di 24 ore in Sardegna -. Infatti per questo come Movimento 5 Stelle, quando abbiamo iniziato il percorso di governo, abbiamo chiesto un contratto di governo perché io sapevo che ci saremmo ritrovati in queste situazioni”.

Se i cittadini chiederanno il referendum sulla Tav ben venga, ma la posizione del Movimento Cinquestelle è chiara. Il contratto dice che l’opera va ridiscussa”, ha detto in un altro passaggio a Cagliari, ultima tappa del suo tour in Sardegna, confermando che la decisione ultima sarà presa prima delle elezioni europee di quest’anno.

ANSA | 12-01-2019 21:21