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Scontri degli antifascisti a Genova, le parole degli arrestati

Procuratore parla al telefono con il giornalista picchiato dalla polizia. Sotto processo anche due genovesi

Il giudice Massimo Deplano avrebbe deciso per l’obbligo di firma per i due antagonisti fermati durante gli scontri di ieri avvenuti in piazza a Genova tra antifascisti e Polizia. Il provvedimento sarà disposto fino alla prossima udienza, del 19 luglio, in seguito ai capi di accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

I due avrebbero dato un pugno in faccia a un poliziotto che tentava di mediare con la folla, prima che i manifestanti tentassero di sfondare il blocco che chiudeva l’accesso a via Marsala, dove era in svolgimento il comizio di CasaPound.

Durante il processo, per direttissima, il più anziano dei due arrestati avrebbe dichiarato:

“Ho fatto una cavolata ho moglie e figli a casa e un lavoro. Mi dispiace per quello che ho fatto”.

Il più giovani avrebbe invece negato di aver opposto resistenza alle forze dell’ordine:

“Mi sono divincolato dopo essere finito sotto un gruppo di agenti, non ho fatto alcuna resistenza”.

La procura di Genova aprirà anche due fascicoli contro ignoti: uno per resistenza, danneggiamento e lancio di oggetti pericolosi per i manifestanti che si sono scontrati con la polizia. L’altro invece contro il gruppo di poliziotti del Reparto Mobile che ha picchiato il giornalista di Repubblica, Stefano Origone, rompendogli due dita, una costola e provocandogli altre lesioni. Le ipotesi di reato sono lesioni aggravate dall’uso dell’arma, cioè il manganello.

Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha telefonato questa mattina al giornalista di Repubblica. “E’ assurdo che accadano fatti del genere”, ha detto in un’intervista riportata da Ansa. “Il giornalista Origone era in piazza a svolgere il suo lavoro di cronista in modo pacifico e non so come possa essere stato scambiato per un facinoroso”.

A occuparsi dell’identificazione dei manifestanti sarà la sezione investigativa della Digos, mentre a indagare sui poliziotti coinvolti ci sarà la squadra mobile diretta da Marco Calì. Il procuratore Francesco Pinto ha commentato così le indagini in corso:

“Non faremo sconti a nessuno nella ricostruzione dei fatti e della verità storica. I tempi del G8 sono lontani”.

Nelle prossime ore la polizia acquisirà la documentazione foto e video della manifestazione e sentirà i testimoni dei fatti. Nel frattempo, davanti alla Palazzo di Giustizia, si è formato un presidio di trenta persone che fanno parte del gruppo degli antagonisti.

VirgilioNotizie | 24-05-2019 14:00

Genova, scontri tra polizia e antifascisti: le immagini Fonte foto: Ansa
Genova, scontri tra polizia e antifascisti: le immagini
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