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M5s: Salvini cacci Siri. La replica: tappatevi la bocca

Il Consiglio dei ministri sul caso Siri dovrebbe essere convocato per mercoledì

Dovrebbe essere convocato per mercoledì il Consiglio dei ministri che si attende come momento decisivo del caso Siri, il sottosegretario leghista indagato nell’inchiesta sull’eolico che Salvini difende a spada tratta e che il M5S, come il premier Conti, vorrebbe rilasciasse le dimissioni. Secondo il giudizio dell’Ansa, la settimana si apre in una situazione di stallo e con un nuovo scontro tra i due partiti che compongono il governo.

I Cinque Stelle: “Non facciamo passi indietro”

Il leader del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha parlato a “In 1/2 ora in più”: “Io dico a Salvini, è bello fare il forte con i deboli, ma questo è il momento del coraggio”. Aspettare l’eventuale rinvio a giudizio di Siri? “Non ha senso – dice Di Maio -. Qui la questione non è l’inchiesta in sé ma il fatto che un sottosegretario abbia tentato di favorire un singolo con un emendamento. E’ la classica storia italiana. Il tema è quell’atteggiamento da casta per il quale siccome sei al governo ti senti in grado di favorire il singolo”. In vista della riunione dell’esecutivo che “al 99% sarà mercoledì”, il M5S ha “chiesto al presidente del Consiglio di proporre il decreto di revoca”. I Cinque Stelle rilanciano dal proprio blog: “Sulla questione morale non facciamo passi indietro e alla Lega chiediamo di non cambiare sempre discorso, ma di tirare fuori le palle su Siri e farlo dimettere”.

La replica di Salvini: “Tappatevi la bocca”

“I processi in Italia si fanno in tribunale e non in piazza. Funziona così in democrazia”, è la dichiarazione di Salvini, che fa seguire quello che l’Ansa definisce un ultimatum: “Gli amici dell’M5s pesino le parole. Se dall’opposizione insulti e critiche sono ovvie, da chi dovrebbe essere alleato no. La mia parola è una e questo governo va avanti cinque anni, basta che la smettano di chiacchierare. Mi dicono ‘tiri fuori le palle’? Ricevo buste con proiettili per il mio impegno contro la mafia. A chi mi attacca dico tappatevi la bocca, lavorate e smettete di minacciare il prossimo. È l’ultimo avviso”. Una posizione ribadita in un comizio elettorale a Galluzzo, alle porte di Firenze: “Non ascolto gli insulti di chi dovrebbe essere mio alleato. Sarebbe meglio se gli M5s ci aiutassero a cambiare in meglio questo paese senza offendermi ogni giorno”. Qui, parole dirette anche verso il presidente del Consiglio:  “Caro Conte ridurre le tasse a famiglie e imprese è emergenza nazionale di questo paese. Tutto il resto viene dopo”.

 

VirgilioNotizie | 05-05-2019 20:03

9798671f33ad17d968fedcd6a9e84e48.jpg Fonte foto: ANSA
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