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Salva-Roma stralciato a metà, tensioni Salvini-Di Maio-Conte

La Lega dopo il Consiglio dei ministri: "I debiti restano alla Raggi". Conte al vice: "Non siamo i tuoi passacarte"

Si è concluso con un accordo a metà e lo stralcio parziale della norma Salva-Roma dal decreto crescita il Consiglio dei ministri di ieri sera. La riunione era iniziata con l’assenza di buona parte dei ministri Cinque Stelle, compreso Luigi Di Maio, impegnato nella registrazione di un programma tv, e con l’annuncio di Matteo Salvini ai cronisti che la norma sarebbe stata stralciata interamente dal testo della legge.

L’uscita del ministro dell’Interno sembra avere irritato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La frase che avrebbe rivolto a Salvini viene riportata, con poche varianti, da tutti gli organi di stampa: “Non siamo tuoi passacarte”, cita Ansa; “Tu non ti devi più permettere, questo è un organo collegiale e le cose prima si decidono qui, poi si comunicano”, riporta invece Il Corriere.

Salva-Roma stralciato, le reazioni

Il Consiglio dei ministri inizia alle 20, Di Maio arriva alle 21 e come lui si aggiungono altri ministri pentastellati (all’inizio, riporta Ansa, c’erano presenti solo Alberto Bonisoli, Elisabetta Trenta e Barbara Lezzi), ma con la maggioranza al tavolo ancora in mano alla Lega. La riunione si protrae per quattro ore e, a mezzanotte, arriva la decisione. Il Salva-Roma esce in parte: “La norma è stata approvata a metà, con i commi 1 e 7. È un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere“, dicono fonti pentastellate.

Stralciati, dunque, i commi dal 2 al 6, con Salvini che commenta: “I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco”. Ansa riporta anche la prima reazione dal Campidoglio come indiscrezione: “Se la norma alla fine non passasse, la Lega avrebbe fatto un dispetto a tutti i romani”, sarebbe stato lo sfogo della sindaca Virginia Raggi ai suoi.

Decreto crescita e banche

È passata, invece, “apparentemente senza problemi”, come riporta l’agenzia, la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche, con il tetto dell’indennizzo diretto aumentato da 100 a 200mila euro, come gradito ai 5 Stelle.

VIRGILIO NOTIZIE | 24-04-2019 07:46

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