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Salone del Libro, smantellato stand di Altaforte. Salvini attacca

La casa editrice vicina a Casapound esclusa dagli organizzatori su richiesta di Regione Piemonte e Città di Torino

È stato smantellato al Salone del libro di Torino lo stand di Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound al centro delle polemiche negli ultimi giorni. Lo riferisce l’Ansa, che riporta anche l’attacco in merito di Salvini.

La sopravvissuta ad Auschwitz presente a Torino

“Vi ringrazio per la decisione coraggiosa che mi ha permesso di essere presente qui”. Lo ha detto Halina Birenbaum, 90enne sopravvissuta ad Auschwitz, prendendo la parola all’inaugurazione del Salone del Libro di Torino, citata dall’Ansa. I presenti in sala le hanno dedicato una standing ovation.

La scrittrice polacca aveva annunciato l’intenzione di disertare la manifestazione culturale se la casa editrice vicina a Casapound non fosse stata allontanata.”Ringrazio tutti gli intellettuali e le associazioni che ci hanno sostenuto e non ci hanno lasciato soli. Non sarei qui se non avessi avuto l’appoggio del museo di Auschwitz e l’impegno dei giovani dell’associazione Treno della memoria”, ha aggiunto Birenbaum.

La replica di Polacchi

“È un attacco al ministro dell’Interno, che comunque non voglio tirare per il bavero”, ha detto, riferisce l’Ansa, l’editore di Altaforte Francesco Polacchi incontrando la stampa davanti allo stand smantellato della sua casa editrice. “Le mie dichiarazioni sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini'”, ha spiegato l’esponente di Casapound. “Una revoca inaccettabile – aggiunge – andremo per via legali”.

Parlando di Salvini, il 33enne ha detto che “sicuramente sarebbe stato meglio se avesse avuto un approccio diverso, ma ci sta che il ministro dell’Interno, che viene attaccato quotidianamente dalla sinistra, tenga una posizione più neutrale”. “C’è un equivoco di fondo – aggiunge Polacchi – non ho mai parlato con Matteo Salvini rispetto a questo libro. Noi abbiamo un contratto con l’autrice Chiara Giannini. Salvini mi ha conosciuto cinque anni fa, in una situazione conviviale, quando ancora non era ministro dell’Interno. È verosimile che non si ricordi di me”.

L’attacco di Matteo Salvini

Matteo Salvini, in occasione di un comizio a Pesaro, ha commentato quanto sta accadendo al Salone del Libro. Queste le sue parole, riportate dall'”Ansa”: “Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato. La minoranza di sinistra si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci. Sono pericolosissimi i processi alle idee. Alle idee si risponde con altre idee… sempre che ci siano delle idee. Se non le hai, urli, fischi e canti ‘Bella ciao’…”.

Le parole di Giorgia Meloni

Sul caso, riporta l’Ansa, è intervenuta anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “È una deriva che io considero, francamente, molto pericolosa, mi pare che il sindaco di Torino ed il presidente della Regione non abbiamo molto di cui occuparsi, se si occupano di questo”. “Forse, se si occupassero di più dei torinesi, sarebbe meglio”, ha concluso.

L’esclusione di Altaforte

La decisione di escludere Altaforte era arrivata mercoledì sera, vigilia dell’avvio del festival. In seguito alle polemiche gli organizzatori in un primo momento avevano deciso di spostare lo stand, mettendolo vicino a quello del ministero della Difesa. La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone, avevano chiesto agli organizzatori di rescindere il contratto con l’editore vicino all’estrema destra, dopo aver presentato un esposto in Procura per apologia di fascismo nei confronti di Francesco Polacchi, editore di Altaforte e esponente di Casapound.

“E’ una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo”,  aveva detto ieri Polacchi all’Ansa. “Non so perché è stata fatta questa richiesta – ha detto l’editore di Altaforte – Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri”.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-05-2019 10:51

Polemiche al Salone del Libro: le immagini Fonte foto: Ansa
Polemiche al Salone del Libro: le immagini
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