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Rozzano: l'omicidio non è stata una vendetta premeditata

L'ex genero avrebbe ucciso l'uomo per vendetta, ma cade l'accusa di premeditazione durante l'interrogatorio

L’uomo ucciso due giorni fa a Rozzano (MI) dall’ex genero, non sarebbe stato vittima di una trappola. Dopo l’interrogatorio, come riporta ANSA, gli inquirenti avrebbero chiuso la strada della vendetta progettata nel dettaglio.

La vittima era sotto indagine per presunti abusi sessuali sulla nipotina. A sparare è stato il padre della bambina, che era accompagnato da un complice, freddando l’ex suocero con colpi di pistola.

Ai gip avrebbe dichiarato: “Quando l’ho visto ho avuto un black out improvviso ed immediato”, stando a quanto riportato da ANSA. Si esclude quindi l’aggravante di premeditazione.

Il 63enne viveva a Napoli, dove si era trasferito quando era emersa in famiglia la vicenda delle presunte violenze. Negli scorsi giorni era ospite da uno dei figli nella città lombarda. Continuano comunque le indagini per capire il coinvolgimento dei familiari nella vicenda.

Si aprono nuove piste per conoscere meglio il suo passato, che, stando alle fonti ANSA, aveva avuti precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, ma nessuna accusa di pedofilia fino allo scorso novembre.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-03-2019 10:18

carabinieri Fonte foto: ANSA
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