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Il revenge porn è reato: prevista la reclusione sino a sei anni

Ecco cosa rischia chi diffonde foto intime dell'ex partner: emendamento approvato alla Camera all'unanimità

Trovata l’intesa generale, alla Camera, sull’emendamento sul revenge porn, la Lega ritira quello sulla castrazione chimica che avrebbe determinato una spaccatura con l’altra forza di governo, il MoVimento 5 Stelle. Oggi pomeriggio, dopo la presentazione della relatrice Stefania Ascari del MoVimento 5 Stelle, i deputati hanno votato all’unanimità, con 461 sì, l’introduzione del reato di revenge porn, all’interno del pacchetto del “Codice rosso”, modifiche al codice di procedura penale sul tema generale della violenza sulle donne.

Revenge porn, cosa è

Il revenge porn è la diffusione, attraverso i canali digitali, di immagini intime di una persona, siano foto o video, senza il consenso dell’interessato, a scopo di ritorsione, soprattutto dopo la chiusura di una relazione. In Italia, avevano fatto scalpore i casi di Tiziana Cantone la 31enne napoletana suicida nel settembre 2016 dopo la diffusione di filmini hard che la riguardavano da parte dell’ex fidanzato, e di Michela Deriu, la barista 22enne di Porto Torres della quale era stato diffuso il video di una aggressione a sfondo sessuale. In Italia manca una definizione specifica di questo tipo di reato, come già avviene in Germania, Canada e numerosi stati degli Usa.

Le pene previste

Il testo votato questo pomeriggio alla Camera prevede reclusione da uno a sei anni e multa da 5.000 a 15.000 euro per chi diffonda on line o sui social i contenuti realizzati, all’origine, per rimanere privati. La pena sarà più severa se il reato commesso dal coniuge, anche se separato o divorziato, o comunque da chi abbia avuto una relazione sentimentale con la vittima della diffusione di immagini. Costituisce motivo di pena elevata anche l’eventualità che i fatti vengano commessi a danni di donne in gravidanza o di persone in condizione di inferiorità fisica o psichica. Si procederà a seguito di querela sporta dalla persona offesa e non, dunque, d’ufficio.

Approvazione al secondo tentativo

La questione del revenge porn è stata dibattuta all’interno della proposta di legge sul cosiddetto Codice Rosso, ovvero l’introduzione di modifiche al Codice di procedura penale, proprio in relazione ai reati di violenza domestica e di genere. La scorsa settimana l’Aula aveva respinto un emendamento presentato da Laura Boldrini (LeU) e da Forza Italia, con tanto di occupazione dei banchi del governo da parte delle deputate deluse dal voto della maggioranza, bagarre in Aula e seduta sospesa. Era stato il vice premier Luigi Di Maio a promettere, immediatamente, che la questione sarebbe stata ripresa a breve.

La castrazione chimica

Se è stato approvato l’emendamento sul revenge porn, la Lega, che lo aveva presentato in commissione, invece, alla fine, ha ritirato l’emendamento che prevedeva la castrazione chimica come pena per chi commetta violenze sessuali. In questo caso, si tratta della riduzione della libido di un individuo o della sua inibizione all’attività sessuale, attuata attraverso farmaci o psicofarmaci. E’ prevista negli ordinamenti giuridici di diversi paesi, tra cui, ancora, Stati Uniti e Canada, ma anche Regno Unito e Russia. In alcuni casi, viene concepita come scelta del condannato per stupri. Nella storia, è noto il caso di Alan Turing, il genio della matematica, decisivo nelle sorti della Seconda guerra mondiale, quando decifrò il Codice Enigma utilizzato dai tedeschi per le comunicazioni interne, che, nel 1952 giudicato colpevole di omosessualità, dovette scegliere tra carcere e castrazione.

“Prima la stabilità del governo”

Come noto, la proposta della Lega, che la aveva portata ancora questa mattina nel Comitato dei nove, il ristretto gruppo di parlamentari che esamina gli emendamenti prima del loro passaggio in commissione, era invisa al MoVimento 5 Stelle. Alla fine, quindi, il Carroccio ha deciso di ritirare il proprio emendamento. La ministra Giulia Bongiorno, come riporta l’edizione on line del Corriere, spiega che ” in questo momento”, la priorità era “fare andare avanti in maniera compatta il governo” ma anche il generale “provvedimento contro la violenza sulle donne”.

VIRGILIO NOTIZIE | 02-04-2019 14:17

revenge porn Fonte foto: ANSA
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