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Procure, altri due indagati. Nuovo interrogatorio per Palamara

Effetto domino sulle procure: i magistrati di Perugia verificano la posizione del pm Stefano Rocco e di Luigi Spina, membro del Csm

Sarà nuovamente interrogato oggi, dopo la perquisizione del suo ufficio, a Roma, Luca Palamara, il sostituto procuratore, ex consigliere del Csm, indagato con il sospetto di aver pilotato le nomine di altri magistrati. Si parla di viaggi e decine di migliaia di euro ricevuti in cambio del suo favore: negli atti sono citati un anello “del valore di duemila euro” e soggiorni a Taormina, in Toscana, a Madonna di Campiglio, Dubai e Favignana.

Nuovi indagati nell’inchiesta su Palamara

Come riferisce l’Ansa, spuntano i nomi di altri indagati che lo avrebbero favorito, nel tentativo di eludere le indagini a suo carico: tra questi, il pubblico ministero Stefano Rocco Fava e Luigi Spina, membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Quest’ultimo è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento, perché avrebbe rivelato a Palamara l’esistenza dell’inchiesta che lo coinvolgeva, aperta a Perugia. Come già noto, nel registro degli indagati, con l’accusa di corruzione, i pm di Perugia hanno iscritto anche Fabrizio Centofanti, l’imprenditore dei ‘regali’, e gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore.

La nomina fermata da Mattarella

In particolare, nella ricostruzione fornita dall’agenzia, si indaga sul ruolo di Palamara, all’epoca consigliere del Csm, nel tentativo di far nominare Giancarlo Longo procuratore di Gela, che sarebbe fallito, secondo quanto Palamara avrebbe riferito a Longo, che lo ha detto agli inquirenti, per “un intervento diretto del presidente della Repubblica” Sergio Mattarella. Per il proprio intervento, Palamara avrebbe ricevuto 40mila euro.

Palamara: “Mai danneggiato nessuno”

L’Ansa riporta le considerazioni di Palamara dopo l’interrogatorio di ieri: “Chi conosce le dinamiche consiliari sa benissimo che non ho mai parlato di Longo né tantomeno ho danneggiato qualcuno, trattandosi di un organo collegiale che come tale ha bisogno della partecipazione di tutti i suoi membri. Ho esibito le ricevute dei pagamenti dei viaggi e altro mi riservo di farlo nel prosieguo dell’interrogatorio”. Già oggi, quindi. Sulla vicenda, l’Associazione Nazionale Magistrati “confida che il percorso decisionale del Csm non sia in alcun modo influenzato da alcun altro fattore, esterno o interno alla magistratura”.

Bonafede ha incaricato ispettori per le verifiche

Intanto, l’Ansa rivela che, già ai primi di maggio, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva incaricato l’ispettorato del ministero di svolgere “accertamenti, valutazioni e proposte”. L’agenzia spiega fonti interne al ministero. Dal canto proprio, il ministro “tiene il massimo riserbo” ma sarebbe “molto preoccupato, data la delicatezza della vicenda, che coinvolgerebbe anche le nomine del Csm” e pertanto “si riserva di assumere ogni opportuna iniziativa quando il quadro sarà più chiaro, nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura che ha aperto un’inchiesta”.

VirgilioNotizie | 31-05-2019 11:36

luca-palamara Fonte foto: Ansa
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