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Il primo video all'interno di Notre Dame dopo l'incendio

Le indagini sul rogo: si punta sull'incidente. Dubbi sulla qualità del sistema di allarme: uno migliore avrebbe evitato la distruzione

Macerie, travi carbonizzate, architetture annerite vicino al tetto crollato, mentre il rosone intatto domina lo scenario di distruzione e il personale della polizia e dei vigili del fuoco ispeziona quello che è rimasto: ecco il primo video girato e divulgato relativo all’interno della cattedrale di Notre Dame, dopo l’incendio di lunedì sera. Lo hanno mandato in onda “Le Iene” nella puntata di ieri sera.

È La Stampa a proporre, oggi, un bilancio, ancora provvisorio, di ciò che si è distrutto e salvato nella cattedrale di Parigi. Sicuramente persa la “foresta”, ovvero la struttura di legno che reggeva il tetto, realizzata nel 1220, così come la guglia il cui crollo è un po’ il momento simbolico di questo incendio. Erano al sicuro, prosegue La Stampa, invece, le sedici statue di bronzo alla sua base, raffiguranti i dodici apostoli e i quattro evangelisti, smontate pochi giorni prima per essere restaurate, così come, oltre ai tre rosoni, sono salve le torri e la campana di 300 anni.

Le cause dell’incendio

Si indaga, adesso, sulle cause del rogo, ma l’atto volontario sembra proprio escluso dalle autorità francesi. Sono trenta le persone  interrogate ieri dagli inquirenti, per lo più personale della sicurezza della cattedrale. Il Messaggero riporta che Julien Le Bras, titolare dell’impresa che stava costruendo i ponteggi per il restauro della guglia, dichiara all’Est Républicain: «Non so come sia potuto succedere. Non c’era nessun operaio», quando si è sviluppato il primo filo di fumo. Un sistema di allarme più sensibile, ipotizza il quotidiano romano, avrebbe potuto evitare la distruzione, perché il fuoco potrebbe aver covato a lungo, prima della segnalazione partita alle 18.20 e altri venti minuti abbondanti sono passati, da quella, prima di individuare le fiamme. L’articolo prosegue indicando come ipotesi più probabile quella di un problema alla saldatura tra un ponteggio metallico e una trave di legno, ma si effettuano verifiche anche sugli ascensori installati per la salita degli operai alla guglia.

La ricostruzione di Notre Dame

Come si procederà ora? Secondo La Stampa, verrà realizzato un “ombrello” che copra la struttura, dopo il crollo del tetto, per salvaguardare ciò che resta, e intanto si procederà a progettare la ricostruzione. Vengono giudicate molto ottimistiche le previsioni di cinque anni di lavori del presidente Emmanuel Macron, citando i precedenti: vent’anni per ricostruire la cattedrale di Reims distrutta nella Prima guerra mondiale, mentre “per quella di Colonia, bombardata dagli alleati”, il cantiere va ancora avanti. Viene citato Frédéric Letoffé, uno dei presidenti dell’associazione delle imprese di restauro dei monumenti storici, secondo il quale “per Notre-Dame serviranno da dieci a quindici anni”.

VirgilioNotizie | 17-04-2019 10:29

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