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Pesaro e la morte della "donna fantasma": parlano i medici

Parlano la guardia medica che ha constatato il decesso e il medico curante che aveva in cura la donna morta a Pesaro

Si infittisce il “mistero” della morte in provincia di Pesaro di Luciana Simoncelli, di 59 anni, vista per l’ultima volta in paese quando aveva 12 anni e deceduta alcuni giorni fa.

“Il Resto del Carlino” è tornato a parlare di quello che è stato ribattezzato il “caso della donna fantasma“, riportando le dichiarazioni del medico curante della donna. Queste le parole del dottor Massimo Valentini: “Sapevo dell’esistenza di questa donna, faceva parte dei miei assistiti ma, quando sono andato negli ultimi 25 o 30 anni in quella casa di Serravalle, chiamato dalla madre o dalla sorella, alla signora Luciana non la vedevo. Ho chiesto alla madre di poterla conoscere, magari visitare, ma la risposta ogni volta era di rifiuto netto e senza possibilità di trattativa”.

Il dottor Valentini, poi, ha aggiunto: “Ho chiesto spesso il perché di questa reclusione in casa ma la madre mi ha garantito che la figlia stava bene. Non ne ho parlato con nessuno né con i Carabinieri né con la Procura, perché non lo ritenevo necessario visto che era una libera scelta di una persona che delegava la madre a parlare per lei. Poi, sabato scorso la situazione è precipitata. È stata chiamata la guardia medica che ha constatato il decesso della donna ma poi, come medico di famiglia, ho fatto il secondo certificato di morte in obitorio a Urbino vedendola per la prima volta e trovando il corpo in condizioni di apparente denutrimento. Era veramente magrissima e non so dire di cosa sia morta. Ho chiesto all’Asur di poter procedere col medico anatomopatologo all’autopsia”.

A “Il Resto del Carlino” ha parlato anche la guardia medica chiamata a constatare il decesso della donna. Lorenzo Di Biasio ha raccontato: “Ho ricevuto la chiamata attorno alle 7. Sapevo già che la persona era morta perché così mi è stato detto al telefono. Ho visto questa donna magrissima distesa sul letto, già con la rigidità della morte, segno che il decesso risaliva a diverse ore prima. La stanza era buia, con le finestre chiuse. Ho chiesto di accendere la luce ma non c’erano lampadine al lampadario. Ho fatto aprire le serrande e mi sono accorto della magrezza del corpo, di alcune ecchimosi alla fronte, dei piedi gonfi con delle ulcere”.

Il racconto prosegue: “Ho chiesto a quando risaliva la morte e la sorella mi ha risposto che era morta attorno a mezzanotte davanti ai suoi occhi. Le ho domandato perché avesse atteso 7 ore prima di chiamare un medico, ma non ha saputo dare una spiegazione precisa. Ho chiesto della magrezza e mi ha detto che la sorella non mangiava più da qualche giorno e che ultimamente si era ritirata in casa. Non mi ha riferito che faceva questa vita invece da quasi mezzo secolo. Le ho detto che non credevo al fatto che una magrezza di quel tipo fosse dovuta solo a 2-3 giorni di digiuno. Ho chiesto di vedere delle cartelle cliniche ma non ne avevano. Allora, ho chiesto qualche esame di laboratorio e anche questi non c’erano perché mai fatti. Ho chiesto un documento di riconoscimento e non ne aveva”.

Infine, la guardia medica ha dichiarato: “Ricordo di aver chiesto alla sorella il perché non avessero mai chiamato il 118 di fronte alle drammatiche condizioni della sorella. Mi ha risposto che lei non voleva e che si sarebbe messa a urlare”.

VirgilioNotizie | 13-06-2019 15:37

Pesaro e la morte della "donna fantasma": parlano i medici Fonte foto: 123rf
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