Tutto sulla famiglia (mogli e figlie) del fondatore di Huawei

Perché la leader di Huawei arrestata in Canada non ha il cognome del padre, Ren Zheng, fondatore del colosso cinese delle telecomunicazioni

Le due figlie di Ren Zheng, il fondatore di Huawei (il colosso cinese delle telecomunicazioni), non hanno il cognome del padre. Entrambe sono finite in questi giorni nell’occhio del ciclone: la maggiore, la 46enne Sabrina Meng Wanzhou, top manager della compagnia, è stata arrestata il primo dicembre in Canada per presunte violazioni delle sanzioni contro l’Iran, su richiesta degli Stati Uniti che ne hanno chiesto l’estradizione. La più giovane, la 21enne Annabel Yao, studentessa di scienza dei computer alla Harvard University, è salita invece alla ribalta lo scorso mese in occasione del Bal des Débutantes di Parigi, dove ha avuto l’onore di aprire le danze. Nessuna delle due, come si è detto, porta il cognome del padre. Questo il motivo.

I tre matrimoni di Ren Zheng

 Ren, 74 anni, originario della provincia di Guizhou, la più povera della Cina, si è sposato tre volte. Come riporta il South China Morning Post, la prima moglie, Meng Jun, figlia di un alto funzionario della provincia di Sichuan, ha dato alla luce Meng Wanzhou e un altro figlio di Ren, Meng Ping. Annabel Yao è invece figlia della seconda moglie di Ren, Yao Ling. La terza moglie di Ren si chiama Su Wei, e secondo i media cinesi è una millennial ed era la sua ex segretaria.

Perché i figli di Ren Zheng non hanno il suo cognome

 Sempre stando a quanto riportato da diversi siti web cinesi, Meng Wanzhou e Meng Ping, entrambi manager di Huawei, hanno preso il cognome materno e non quello paterno per restare nell’ombra. Si tratta di una pratica diffusa tra le famiglie cinesi altolocate. Anche la 21enne Annabel Yao ha preso il cognome della madre e non quello del padre. Intanto Pechino ha emesso una protesta formale contro l’arresto di Meng Wanzhou. In un comunicato l’ambasciata cinese ad Ottawa ha chiesto il rilascio della cittadina cinese che “non ha violato alcuna legge”. I diplomatici di Pechino hanno chiesto al Canada di “correggere immediatamente questo comportamento illecito”. “La parte cinese si oppone fermamente e protesta con forza contro questo tipo di azioni che hanno seriamente danneggiato i diritti umani della vittima”, hanno aggiunto dall’ambasciata.

 

ASKANEWS | 06-12-2018 09:55