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Paziente dimessa e morta, risarcimento milionario agli eredi

Il motivo del decesso sarebbe un errore sanitario

Una donna di 66 anni rimase otto ore al pronto soccorso, venne dimessa e pochi minuti dopo morì nell’atrio dell’ospedale. Ora gli eredi avranno un risarcimento milionario dalla Asl. Come riporta Il Gazzettino, il caso risale al 17 maggio 2011 quando la signora fu vittima di un errore sanitario.

La 66enne era andata all’ospedale “Versilia” di Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, perché aveva lievi difficoltà respiratorie. I sanitari, dopo averla tenuta in osservazione per varie ore, l’avevano dimessa con una diagnosi di “Verosimile riacutizzazione di broncopolmonite”. In realtà la diagnosi corretta sembra fosse Trombo Embolia Polmonare.

Alcuni degli esami eseguiti non sarebbero stati interpretati correttamente, altri non furono proprio prescritti e la radiografia del torace, secondo quanto affermato dall’Associazione Giustacausa “fu addirittura erroneamente refertata, non evidenziando la presenza di trombo-embolia polmonare con area infartuale alla base del polmone destro”.

Dopo la morte della donna, gli eredi aprirono una causa legale che è stata vinta con il tribunale di Lucca che ha stabilito un risarcimento di oltre 1 milione di euro a carico della Usl Toscana Nord Ovest.

VirgilioNotizie | 04-06-2019 22:49

ospedale-2 Fonte foto: Ansa
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