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Palermo, mutilavano arti per truffare assicurazioni: 42 arresti

Inscenavano incidenti con giovani disperati: un tunisino è morto per le fratture

Maxi truffa ai danni delle assicurazioni: due bande attive tra Palermo e Trapani inscenavano falsi incidenti reclutando giovani disposti a farsi mutilare braccia e gambe per poche centinaia di euro. Secondo quanto riporta l’Ansa, le squadre mobili di Palermo e Trapani, il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e la polizia penitenziaria hanno arrestato 42 persone. Tra i fermati anche un avvocato palermitano che curava la parte legale dei falsi incidenti e diversi periti assicurativi.

Le indagini

Oltre 200 gli indagati, tra reclutati, complici e testimoni compiacenti, nell’inchiesta coordinata dai procuratori di Palermo Sergio Demontis e Ennio Petrigni. Le indagini hanno portato alla luce una vasta rete dedita alle truffe alle assicurazioni. Erano partite nell’agosto dello scorso anno e avevano portato all’arresto di 11 persone, altri componenti delle due bande: tre degli arrestati avevano poi deciso di collaborare con i magistrati, rivelando l’estensione delle truffe. Le mutilazioni documentate sono circa 60, riporta La Repubblica. Le due bande si occupavano di reclutare i disperati disposti a farsi fratturare un arto e si intascavano gran parte dei risarcimenti delle compagnie assicurative; invece delle somme promesse, ai mutilati andavano solo pochi spiccioli.

I falsi incidenti

Gli “spaccaossa” sceglievano come loro vittime giovani disoccupati, indigenti, tossicodipendenti, ragazze madri: tutti soggetti vulnerabili e disposti a tutto pur di racimolare qualche soldo. Offrivano 300 euro per una gamba da fratturare, 400 per un braccio. Scelte le vittime, passavano alle lesioni fisiche, utilizzando spranghe, dischi di ghisa, blocchi di cemento e anestetici di pessima qualità. Poi i feriti venivano portati nelle strade scelte per la messinscena, dove erano presenti testimoni compiacenti, e si chiamava il 118. Una volta in ospedale, arrivavano altri complici che si spacciavano per i familiari. Medici, avvocati e periti si occupavano poi della parte burocratica. Una delle vittime, un tunisino, è morto dopo aver subito tre fratture. Le indagini erano partite proprio dal ritrovamento del suo cadavere.

“Sono dettagli agghiaccianti quelli emersi dall’indagine –  ha detto il questore di Palermo Renato Cortese a La Repubblica -. Segno di un grande degrado morale. Ora, speriamo che questa indagine possa essere il punto di partenza per verifiche in tutta Italia, perchè il sistema delle truffe pesava in maniera pesante sulle assicurazioni”.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-04-2019 07:49

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