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In salvo gli scalatori italiani in Pakistan. Le parole di Bellò

Gli alpinisti travolti da una valanga sono stati raggiunti a 5 mila metri di quota da elicotteri dell'esercito pachistano

Sono tutti in salvo i membri italiani della spedizione sulla catena montuosa dell’Hindu Kush, nel nord del Pakistan, travolti ieri mattina da una valanga e rimasti bloccati a quasi 5.000 metri d’altezza. La moglie di Tarcisio Bellò, il 57enne capo spedizione, ha riferito ai microfoni ANSA:

“Sono stati salvati tutti e stanno raggiungendo il primo centro abitato della valle. Il gruppo è stato raggiunto dall’elicottero direttamente al campo 2 della spedizione a 4.800 metri di quota. Voglio che si sappia che sono tutti alpinisti molto esperti e prendevano parte a questa spedizione di loro iniziativa, non era una spedizione commerciale ma con obiettivo di solidarietà verso la popolazione locale. Mio marito è stato il primo a portare un vero ponte in acciaio in quella zona del Pakistan”.

La slavina ha provocato una vittima, l’alpinista pachistano Imtyaz Ahmmad, e alcuni feriti, tra i quali proprio il vicentino Tarcisio Bellò, che ha riportato alcune fratture. Gli altri membri sono Luca Morellato, di Quinto Vicentino (Vicenza), Tino Toldo di Caltrano (Vicenza), Davide Bergamin di Castelfranco Veneto (Treviso) e due donne pachistane, Nadeema Sahar e Sakela Numà. La vetta inviolata di 5.800 metri a cui il gruppo puntava sarebbe stata ribattezzata con il nome Lions Melvin Jones Peak: una dedica al fondatore del gruppo Lions che supporta Bellò in un progetto umanitario.

VIRGILIO NOTIZIE | 18-06-2019 13:15

Chi sono gli alpinisti italiani dispersi in Pakistan Fonte foto: ANSA
Chi sono gli alpinisti italiani dispersi in Pakistan
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