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Migranti, nuovo scontro Sea Watch-Salvini: accusa del vicepremier

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha replicato alla decisione di Sea Watch di non far sbarcare a Tripoli i migranti tratti in salvo

La Guardia Costiera della Libia ha indicato Tripoli come posto per far sbarcare i 52 migranti soccorsi nelle scorse ore al largo della costa libica dalla Sea Watch, ma la Ong si è rifiutata in quanto “Tripoli non è un porto sicuro”.

“Riportare coattivamente le persone soccorse in un Paese in guerra, farle imprigionare e torturare, è un crimine. È vergognoso che l’Italia promuova queste atrocità e che i governi UE ne siano complici”, si legge su “Twitter” sul profilo “Sea-Watch Italy”.

Replicando alla Ong tedesca, il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha scritto su “Facebook”: “SeaWatch non vuole portarli in Libia? Allora spieghi perché ha chiesto a Tripoli un porto sicuro. E perché, dopo la risposta positiva, ha atteso per ore davanti alla costa africana. Aveva il via libera allo sbarco, l’atteggiamento della Ong sembra un vero e proprio sequestro di persona per motivi politici. Polemizza col Viminale sulla pelle degli immigrati. #portichiusi”.

Poche ore prima, sempre sul suo profilo “Facebook”, il leader della Lega aveva scritto: “Gli abusivi della Ong mi querelano??? Uuuhh, che paura. Per gli scafisti e i loro complici, i porti italiani sono e rimangono CHIUSI”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-06-2019 17:22

Migranti, nuovo scontro Sea Watch-Salvini: accusa del vicepremier Fonte foto: Ansa
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