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Migranti, la direttiva di Salvini scatena tensioni nel governo

La ministra della Difesa Trenta accusa Salvini di ingerenza sui porti

La direttiva del ministro dell’Interno Matteo Salvini sui migranti della Mare Jonio scatena nuove tensioni nel governo, riporta Ansa. Inviata ai vertici della Difesa e della Marina, la direttiva ha suscitato l’irritazione del ministero della Difesa, per un presunto sconfinamento delle competenze da parte del Viminale.

Salvini difende la sua direttiva sui migranti

Fonti della Difesa hanno fatto trapelare il nervosismo della ministra Elisabetta Trenta, che accuserebbe il ministro dell’Interno di ingerenza sulla gestione dei porti e sulle competenze del ministero della Difesa. Matteo Salvini, tuttavia, è fermo sulle sue posizioni: “Mio compito è difendere i confini, combattere terroristi e scafisti”, ha dichiarato mentre arrivava alla Camera dei Deputati per l’assemblea dei gruppi della Lega. “Io ho il diritto-dovere di decidere in quale porto sbarca tizio o caio: finché sarò io a decidere non c’è nessun porto disponibile per far sbarcare tizio o caio”, ha sottolineato il ministro. “Fortunatamente, la competenza sull’indicare il porto di sbarco è del ministro dell’Interno”, ha aggiunto.

Partecipando alla trasmissione “Di Martedì” su La7, Salvini ha affermato: “Al momento non c’è guerra, ci sono scontri e noi stiamo lavorando affinché non ci sia la guerra”. Poi, ha spiegato: “Siccome sui barconi c’è la possibilità che ci siano dei terroristi, rischio dei processi ma non mi interessa: se è a rischio la sicurezza italiana, io non do l’autorizzazione allo sbarco neanche ad un barcone”. Di recente, Salvini è stato nuovamente indagato per sequestro di persona, per la vicenda della nave Sea Watch.

La direttiva sui porti è “doverosa, oltre che legittima e lecita, a fronte di un pericolo imminente”, hanno affermato fonti della Lega, difendendo l’operato del loro ministro. Il ministero dell’Interno è “la massima autorità per la sicurezza interna”, hanno ribadito le fonti.

Le disposizioni della direttiva sui migranti del Viminale

La direttiva firmata dal ministro dell’Interno Salvini, il 15 aprile, dà indicazioni alle forze di polizia e ai capi di Marina e Guardia costiera di “vigilare” affinché il comandante e la proprietà della “Mare Jonio” – la nave della piattaforma Mediterranea Saving Humans salpata domenica scorsa da Marsala – “non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti autorità”.

La direttiva dispone, inoltre, che “gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee” incentivano “gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola con il permesso del soggiorno” e ne favoriscono “obiettivamente l’ingresso illegale sul territorio nazionale”. Una attività che secondo il Viminale “accresce il pericolo di situazioni di rischio per la vita umana in mare e determina la violazione delle norme nazionali ed europee in materia di sorveglianza delle frontiere marittime e di contrasto all’immigrazione illegale“. Nella direttiva si fa riferimento anche al rischio che possano entrare nel territorio italiano “soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Quindi si ordina alla nave Mare Jonio di attenersi “alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività”, e di rispettare “le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi”.

Critiche alla direttiva di Salvini sono arrivate anche dal suo collega vicepremier Luigi Di Maio, che commentando da Abu Dhabi dove è in visita, ha dichiarato: “Se veramente abbiamo il problema di 800mila migranti in Italia, di certo non li fermi con una direttiva che nessuno ha mai ascoltato”.

VirgilioNotizie | 16-04-2019 23:09

salvini Fonte foto: ANSA
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