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Matteo Salvini: "Le polemiche di questi giorni per me sono zero"

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha parlato a ruota libera delle spaccature nel governo, del caso Siri e del nuovo decreto "Salva scuole"

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rilasciato una lunga intervista, uscita su Quotidiano.net, in cui ha parlato del decreto “Salva scuole”, dei contrasti con gli alleati di governo, di Armando Siri e droga. Alla domanda sugli attacchi del premier Conte sul Corriere della Sera e dell’alleato di governo Luigi Di Maio su Repubblica, ha preferito rispondere parlando dei suoi figli.

“Le assicuro che non ho guardato i siti. Sono qui a Pinzolo, in Trentino, in un posto magnifico, si figuri se penso a queste chiacchiere. Con i miei figli ho fatto tre ore di bicicletta, poi siamo andati al campo giochi… Ho parlato con i papà, con i nonni, con le mamme: è così che un politico resta in contatto con la vita reale. Non restando chiuso nel Palazzo e andando dietro alle polemiche”.

“A Di Maio e Conte non rispondo. Io faccio il ministro dell’Interno e mi occupo di cose concrete. Abbiamo appena lanciato l’operazione scuole sicure: telecamere e controlli contro gli spacciatori. E le assicuro che qui a Pinzolo la gente mi chiedeva di questo: di come proteggere i nostri figli, delle telecamere obbligatorie negli asili e nelle case di riposo, dell’IVA, della flat tax. Cose concrete, non le chiacchiere e le polemiche”.

Affrontando il caso di Armando Siri, sottosegretario della Lega indagato per un possibile caso di corruzione, e sulla richiesta di dimissioni da parte di Luigi Di Maio, si è schierato apertamente con il compagno di partito.

“Io rispetto la magistratura che indaga, ovviamente. Ma stiamo parlando di un’ipotesi di presunti soldi promessi per un emendamento che non c’è mai stato”.

“Vorrei intanto ricordare che in un paese civile ciascuno è innocente fino a prova contraria. E pretendere le dimissioni all’inizio degli accertamenti della magistratura non è da paese civile. Se così non fosse, perché Virginia Raggi non si è dimessa quando è stata indagata? È rimasta sotto indagine per due anni, poi è stata assolta. E se si fosse dimessa?”.

Matteo Salvini, stuzzicato sulla somiglianza delle reazioni alle indagini, paragonate a quelle di Silvio Berlusconi, ha poi chiarito la posizione garantista della Lega, rimarcando le differenze con gli ex allegati di Governo di Forza Italia.

“Noi siamo stati gli unici a votare contro tutti gli indulti, gli sconti di pena, gli svuotacarceri. Noi pensiamo che la pena debba essere certa. Ma la pena: cioè la sanzione decisa dai giudici dopo una condanna. Chi viene condannato deve andare in galera. Ma chi viene condannato”.

“Ho incontrato un signore che deve dimostrare allo Stato di non avere evaso 300mila euro. Se non ci riesce, deve pagare. Ma questo è assurdo. In un Paese civile è lo Stato che deve portare le prove della colpevolezza di un imputato. Non il cittadino che deve portare le prove della sua innocenza”.

Il ministro ha poi voluto parlare di bambini, prevedendo un’importante riforma sulla gestione delle case famiglia.

“Abbiamo un progetto sulle case famiglia. Ce ne sono tremila in Italia, e ospitano circa ventimila bambini, molti dei quali letteralmente tenuti in ostaggio. I sindaci pagano a queste case famiglia dai 100 ai 400 euro al giorno per bambino. E abbiamo molte segnalazioni di irregolarità pesanti. Quello delle case famiglia è un business in cui bisogna vederci chiaro”.

L’intervistatore Michele Brambilla ha poi domandato a Matteo Salvini perché sprecare tante risorse nella guerra alla droga con il decreto “Salva scuole”, quando si potrebbe intervenire in altri modi, prendendo atto del grande numero di consumatori abituali.

“Io, da ministro dell’Interno, devo prevenire e reprimere. Ma occorre soprattutto spiegare ai ragazzi che la droga fa male. E purtroppo ci sono tanti opinion leader – intellettuali benpensanti, cantanti, anche politici – che fanno credere il contrario, che la droga non fa poi così male, anzi. A noi risulta che l’età dei consumatori si sia abbassata, a 12-13 anni si comincia. Ecco perché abbiamo tanta attenzione alle scuole medie”.

“Io fino a un mese fa fumavo un pacchetto al giorno, poi ho smesso per motivi miei: e va bene. In finanziaria ci hanno fatto mettere una tassa sulle bibite gassate: e va bene anche quello. Ma vogliamo mettere con la droga? Questo è un problema drammatico. Ora, lei capisce bene che, di fronte a cose del genere, le polemiche di questi giorni – con Luigi Di Maio che mi attacca e Virginia Raggi che si offende – per me sono zero”.

E sulle spaccature del governo gialloverde, il Ministro si è detto fiducioso che si supereranno in previsione dei tanti progetti condivisi.

“Ho, anzi abbiamo, ancora troppe cose da fare”.

“Mi auguro che qualcuno non voglia far saltare il tavolo per interessi di partito. Io non ho intenzione né di andare a votare prima del previsto, né di tornare al passato”.

“Io non rispondo alle provocazioni. E ai miei ho detto di fare altrettanto. Di abbassare i toni. Certo che se personaggi come Fico mi danno del fascista e del razzista…”.

VirgilioNotizie | 22-04-2019 10:37

Da Salvini a Siri: chi sono i politici indagati Fonte foto: ANSA
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