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Mattarella concede la grazia ai due anziani che uccisero le mogli

Graziato anche un uomo che sparò al figlio tossicodipendente

Drì, Vergelli e Bini sono stati graziati dal presidente della Repubblica. Lo si legge sull’Ansa. Il primo sparò al figlio tossicodipendente, mentre gli altri due uccisero le mogli anziane e malate di Alzheimer.  Per loro, Sergio Mattarella ha firmato, ai sensi di quanto previsto dall’ art. 87 comma 11 della Costituzione, tre Decreti di concessione della grazia.

Gli atti siglati dal presidente della Repubblica riguardano i residui delle pene della reclusione ancora da espiare che sono di circa tre anni e sei mesi per Drì, cinque anni e sei mesi per Vergelli e cinque anni e otto mesi per Bini. Nel comunicato del Quirinale si legge che Mattarella ha tenuto conto dell’età avanzata dei condannati, delle loro precarie condizioni di salute, dei pareri favorevoli espressi dalle autorità giudiziarie nonché delle eccezionali circostanze in cui sono maturati i delitti, evidenziate nelle sentenze di condanna.

Franco Drì, nato nel 1941, sparò e uccise nel 2015, al culmine di una lite il figlio, Federico, di 47 anni e tossicodipendente. L’anziano, non in perfetto stato di salute, era stato condannato a una pena di oltre sei anni, che ha già in parte scontato. Per sostenere la grazia dell’uomo si erano mossi i cittadini di Fiume Veneto, dove avvenne il delitto, avviando una petizione che raccolse oltre mille firme, mentre la moglie e l’altro figlio di Drì avevano chiesto in una lettera che fosse concessa la grazie.

Giancarlo Vergelli, di 88 anni, il 22 febbraio 2016 era stato condannato dalla corte d’appello di Firenze a 7 anni e 8 mesi per aver ucciso la moglie 88enne malata di Alzheimer. L’omicidio avvenne nel capoluogo fiorentino, all’interno della casa della coppia. La donna fu strangolata con una sciarpa e Vergelli rimase accanto al cadavere per circa un’ora, prima di andare a costituirsi dalla polizia. Agli agenti l’uomo aveva confessato di non poter più reggere il repentino aggravamento della malattia della moglie.

Una vicenda simile a quella di Vergelli e la storia di Vitangelo Bini, 89 anni, condannato a 6 anni e 6 mesi per l’omicidio della consorte, malata di Alzheimer. L’uomo uccise la moglie il 1 dicembre del 2007, per non vederla più soffrire. La donna era affetta dalla malattia da 12 anni e il marito, per 35 anni vigile urbano a Firenze, fino al giorno del delitto l’aveva sempre assistita in casa. Bini, quando apprese del peggioramento delle condizioni della moglie e della sua ulteriore sofferenza nell’ospedale, dal momento che divenne necessario ricoverare la donna in una struttura sanitaria a Prato, prese una pistola dalla sua collezione di armi e la uccise nel reparto di degenza. 

VIRGILIO NOTIZIE | 15-02-2019 15:58

Sergio Mattarella
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