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Legittima difesa, perché per sparare basta un "grave turbamento"

Ecco la nuova legge che cambia il perimetro della legittima difesa e introduce il concetto di "grave turbamento". Pene più severe per furti e rapine

E’ uno dei provvedimenti simbolo della Lega. Il ddl sulla legittima difesa è uno dei cavalli di battaglia del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che oggi in merito alla vicenda di Arezzo, dove un gommista ha ucciso un ladro con due colpi di arma da fuoco, non ha perso occasione per ribadire la sua solidarietà al commerciante toscano. “Dopo il Decreto Sicurezza – ha commentato Salvini –  arriverà in Parlamento la nuova legge sulla legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l’aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!’. Il ddl sulla legittima difesa approvato in prima lettura dalle aule, modifica alcuni articoli del codice penale, del codice civile e del codice di procedura penale. Il testo riconosce “sempre” la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa e allarga anche l’ombrello di copertura: affinché scatti la non punibilità non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, bensì è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma. E non è necessaria la minaccia specifica “alla persona”. Ecco come cambia, dunque, il perimetro di applicazione della legge.

LA LEGITTIMA DIFESA E’ SEMPRE PRESUNTA

La legittima difesa sarà sempre presunta. L’accusa non si dovrà più limitare a provare la sussistenza di eccesso di legittima difesa come avviene oggi, ma dovrà anche dimostrare l’ assenza del pericolo o l’ assenza della minaccia del pericolo stesso. L’articolo 1 della legge modifica l’articolo 52 del codice penale, precisando che nei casi di legittima difesa domiciliare si considera “sempre” sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. Il disegno di legge poi aggiunge un ulteriore comma all’articolo 52, per il quale si considera “sempre in stato di legittima difesa” chi, all’interno del domicilio e nei luoghi ad esso equiparati, respinge l’intrusione da parte di una o più persone “posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”. Al domicilio è equiparato ogni altro luogo dove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

ARRIVA IL “GRAVE TURBAMENTO”

Si esclude, con una modifica al codice penale in materia di “eccesso colposo” nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, “trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità”, ossia quando colui che commette il fatto agisce profittando “di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”.

ASSISTENZA LEGALE A CARICO DELLO STATO

Previsto anche il gratuito patrocinio (pagamento delle spese processuali a carico dello Stato) per i procedimenti aperti dalla magistratura per gli imputati che invocano al legittima difesa dopo un fatto di sangue avvenuto nel proprio domicilio.

IL DOMICILIO INVIOLABILE

L’articolo 4, interviene sul reato di violazione di domicilio, inasprendo le pene. E’ infatti elevata da sei mesi a un anno nel minimo e da tre a quattro anni nel massimo la pena detentiva per il reato di violazione di domicilio. Analogo inasprimento è previsto con riguardo all’ipotesi aggravata che ricorre quando la violazione di domicilio è commessa con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato. Il disegno di legge interviene sia sul minimo che sul massimo edittale, sanzionando con la pena detentiva che aumenta sia il minimo che il massimo passando da uno a cinque anni a “da due fino a sei anni”.

FURTO IN ABITAZIONE E FURTO CON STRAPPO

Il disegno di legge interviene sulle pene per il furto in abitazione e lo scippo, elevando la pena detentiva (nel minimo dagli attuali tre anni a quattro anni e nel massimo dagli attuali sei anni a sette anni). L’articolo 5 inoltre inasprisce anche il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate con un minimo edittale di cinque anni di reclusione (attualmente quattro anni), mentre il massimo resta quello attualmente previsto, pari a dieci anni, e la multa è rideterminata in un importo da un minimo di 1.000 euro (attualmente 927 euro) a un massimo di 2.500 euro (attualmente 2000 euro).

COSA CAMBIA ANCHE NEL CODICE CIVILE

L’articolo 7 prevede che nei casi della legittima difesa domiciliare è esclusa in ogni caso la responsabilità di chi ha compiuto il fatto. La modifica vuole fare in modo che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non debba essere, in nessun caso, obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto. Nei casi di eccesso colposo, inoltre, al danneggiato è riconosciuto il diritto ad una indennità.

ASKANEWS | 28-11-2018 12:14

salvinilegittimadifesa
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