L’arresto dell’erede Huawei affonda i mercati, bruciati 250 mld

E' stato un  giovedì nero per i mercati. A trascinare in basso i listini internazionali l’arresto in Canada di Meng Wanzhou, capo Huawei

E’ stato un  giovedì nero per i mercati. A trascinare in basso i listini internazionali l’arresto in Canada di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria del colosso tlc cinese Huawei, nonché figlia del fondatore. L’arresto, richiesto dalle autorità Usa per presunta violazione dell’embargo verso l’Iran, ha scosso le Borse di tutto il mondo con il Vecchio continente che ha polverizzato in una seduta 250 miliardi di capitalizzazione. L’indice Eurostoxx 600 ha lasciato sul terreno il 3,10% toccando i minimi dal dicembre 2016.

Piazza Affari chiude in forte perdita (-3,54%)

Già dalla mattinata le piazze asiatiche avevano accusato forti perdite con Tokyo e Hong Kong che avevano segnato in chiusura cali rispettivamente dell’1,96 e del 2,96%. Un andamento seguito dalle Borse europee appesantite ulteriormente dal pessimo avvio di Wall Street. Al termine delle contrattazioni il Ftse Mib a Piazza Affari ha segnato il calo peggiore con un -3,54%. Molto male anche Francoforte che ha ceduto il 3,44%, Londra il 3,31%, Parigi il 3,34% e Madrid che limita, si fa per dire, le perdite a un -2,75%. Oltre all’arresto della Cfo di Huawei, gli operatori hanno venduto anche sui timori di un’inversione di tendenza del ciclo economico e sulle notizie provenienti dal vertice Opec iniziato che ha evidenziato difficoltà tra i Paesi membri a raggiungere un accordo sulle quote produttive.

 

ASKANEWS | 06-12-2018 19:18