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L'Aquila 10 anni dopo: la fiaccolata per le vittime del sisma

Conte: "Abbiamo il dovere della memoria". La ricostruzione è al 70%, ma nelle periferie il dato è molto più basso

Parla di «dovere della memoria», il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in merito al terremoto che ha devastato L’Aquila, rispondendo ai giornalisti al proprio arrivo alla fiaccolata di questa notte, che ha segnato i 10 anni dalla drammatica scossa delle 3.32 del 6 aprile 2009. Come riferisce Repubblica, alla fiaccolata hanno partecipato “migliaia di aquilani, sicuramente molti di più di quanti non fossero gli scorsi anni”. Ci sono, dice l’Ansa, anche “le persone colpite da altri disastri, da Amatrice a Rigopiano, dall’Emilia a Viareggio, a San Giuliano di Puglia”, in questo corteo aperto da un lenzuolo con i nomi delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009 e verrà concluso dai rintocchi, in eguale numero, della campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Una ricostruzione ancora a metà

Antonietta Centofanti, presidente del comitato vittime della Casa dello Studente, ancora all’Ansa, commenta così lo stato d’animo degli aquilani: “Ci rimbocchiamo le maniche e lottiamo, il terremoto per noi è sempre, ce lo abbiamo dentro tutti i giorni, non è ritualità una volta l’anno. La ricostruzione? Quella privata è avanti, quella degli edifici pubblici, in particolare le scuole, è ferma al palo, comunque, è stato fondamentale aver riportato i bambini in classe subito”. L’edizione on line della Stampa riporta, proprio sull’andamento della ricostruzione, le cifre fornite da Vito Crimi, sottosegretario con delega sui terremoti: quella degli edifici privati, dice l’esponente del governo dal sito del giornale torinese, «è al 73 per cento, una cifra che sale al 74 nel centro storico, cala al 55 per cento in periferia e al 21 per cento nelle frazioni». L’articolo commenta: «Le frazioni e le scuole sono i capitoli più bui di questo bilancio». Corriere.it spiega che “L’Aquila è una stella. Le periferie le sono cresciute attorno. A grappoli, uno per ogni punta. Si chiamano New Town, le battezzarono così nell’ottobre del 2009, 185 strutture costruite su una piastra di calcestruzzo e divise in diciannove aree, 4.499 alloggi antisismici, l’ultimo dei quali consegnato nel febbraio del 2010, dove oggi vivono 17 mila persone, la fetta più grossa dei 64.000 sfollati che si contarono nei giorni seguenti il disastro”.

“Una ferita della comunità nazionale”

Questa notte, Conte, riportato ancora dall’Ansa, ha commentato: «La mia presenza qui è la testimonianza che la ferita della comunità locale è una ferita della comunità nazionale», per poi fornire elementi sull’attività del governo sia nella prevenzione dei disastri sia per la ricostruzione in Abruzzo: «Abbiamo lavorato a un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi del dissesto idrogeologico. Sono già stati stanziati tre miliardi per quest’anno, che sono stati distribuiti alle Regioni. Per il prossimo triennio sono stati stanziati 11 miliardi. Abbiamo inserito alcune norme per la ricostruzione nel decreto sblocca-cantieri, approvato due settimane fa. Il governo ha nominato il Commissario straordinario, ha un delegato che costantemente segue il processo e i problemi legati alla ricostruzione. Non è un caso che la mia prima visita istituzionale sia stata in una zona terremotata del Centro Italia. È stata una visita dal grande valore simbolico».

VirgilioNotizie | 06-04-2019 08:38

L'Aquila, dieci anni dopo il terremoto: le foto Fonte foto: ANSA
L'Aquila, dieci anni dopo il terremoto: le foto
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