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Insegnante di Prato, il ragazzino non può riconoscere il bimbo

La legge vieta che al di sotto di 16 anni si possa rivendicare la paternità di un figlio

Il bimbo di 7 mesi che l’insegnante di Prato ha avuto con il ragazzino 14enne resterà con il padre giuridico e non quello biologico. Lo riporta il Corriere della Sera, che riferisce che gli individui al di sotto di 16 anni non possono, per legge, reclamare la paternità di un neonato.

“È mio figlio, anche lui, non voglio perderlo”, avrebbe detto il marito della donna, che come conferma il Corriere non lo ha disconosciuto. Il presidente del Tribunale dei minori di Firenze, Luciano Trovato, precisa che “l’attribuzione della paternità è automatica ed eventualmente per disconoscere il figlio deve essere intrapresa un’azione legale“.

E nel caso in cui il ragazzino decida di reclamare la paternità, Trovato spiega che “come regola generale un minore che ha meno di 16 anni non può riconoscere un figlio salvo autorizzazione. In questo caso il minore deve essere rappresentato da un genitore e autorizzato al riconoscimento. Poi si avvia un procedimento e un eventuale riconoscimento della paternità. Ma in questo caso ci sono due blocchi giuridici: l’età inferiore a 16 anni e l’esistenza di un altro padre, quello giuridico”.

Ma questa eventualità risulta remota al momento, visto che, come riferisce il Corriere, la famiglia del ragazzino ha sperato fino all’ultimo che il bimbo non fosse suo. Anche perché si sta ancora cercando di capire se la relazione tra l’adolescente e la sua insegnante di inglese fosse iniziata quando lui aveva 13 anni; in questo caso, non avendo raggiunto l’età del consenso, il ragazzino sarebbe stato vittima di violenza sessuale e per la donna potrebbe scattare una pena molto più grave.

VirgilioNotizie | 13-03-2019 12:30

Insegnante Prato Fonte foto: Ansa
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