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Imane Fadil, trovati valori di metalli superiori alla norma

Nel sangue di Imane Fadil era presente un'alta concentrazione di alcuni metalli, in particolare il cadmio e l'antimonio

Nel sangue di Imane Fadil era presente un’alta concentrazione di alcuni metalli, in particolare il cadmio e l’antimonio. Lo ha detto il pm di Milano Francesco Greco in conferenza stampa sottolineando che l’antimonio era presente con un valore di quasi tre volte superiore e il cadmio urinario di quasi sette volte superiore il range normale. “Dagli esami sui liquidi biologici effettuati – ha detto il procuratore – sono stati trovati livelli superiori rispetto alla norma di cadmio e antimonio”. Prima di pronunciarsi definitivamente sulla vicenda, ha aggiunto Greco, “attendiamo l’esito degli esami autoptici”. Nella morte di Imane Fadil “non è esclusa anche la causa naturale – ha proseguito Greco – anche se tutti gli accertamenti svolti all’Humanitas non hanno riscontrato patologie”. “Gli esami – ha spiegato il procuratore – sono stati fatti in parte sul sangue che è stato lavato due volte nel corso della degenza e sulle urine”.

All’autopsia su corpo di Fadil saranno in campo anche i vigili del fuoco “perché hanno un addestramento specifico e strumentazione adeguata per il rischio di radiazioni”, ha aggiunto il procuratore capo, precisando che “si procederà prima con l’estrazione di alcuni campioni per le prime analisi”, ovvero i carotaggi degli organi (fegato e reni). La Procura di Milano attenderà gli esiti delle analisi sulla presenza di eventuale radioattività sul corpo di Fadil e solo dopo “verrà effettuata l’autopsia, probabilmente tra giovedì e venerdì”.

Il procuratore Greco ha spiegato che l’Humanitas non ha mai dato comunicazioni ai pm o alla polizia giudiziaria prima della morte di Imane Fadil, che già il 12 febbraio ai medici aveva parlato di un suo possibile avvelenamento. Il 12 febbraio, dunque, venne fatta un’analisi sull’eventuale presenza di arsenico nel corpo che il “22 febbraio diede esito negativo e i medici decisero allora di disporre analisi sui metalli. La conferma del fatto che non ci sia stata comunicazione prima del decesso è arrivato dalla testimonianza di Michele Lagioia, il direttore sanitario dell’Humanitas, dove la 34enne è morta lo scorso 1 marzo.

VIRGILIO NOTIZIE | 18-03-2019 14:33

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