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Imane Fadil, nuove analisi su possibile intossicazione da metalli

Gli esperti indagano su una possibile intossicazione da metalli.

Continuano le investigazioni sulla morte misteriosa di Imane Fadil, la 34enne di origini marocchine diventata testimone ‘chiave’ del caso Ruby. Secondo quanto riportato da Ansa, la procura di Milano starebbe ancora indagando sull’ipotesi di una ‘intossicazione da metalli’.

La giovane è morta l’1 marzo dopo un mese di ricovero all’Humanitas di Rozzano, nel Milanese, per cause ancora da accertare. L’autopsia risale al 26 marzo, ma il pool di esperti medico-legali guidati da Cristina Cattaneo ancora non è arrivato ad una conclusione certa sulle cause della morte. Stando alle indiscrezioni riportate da Ansa però, le ultime analisi starebbero verificando una possibile intossicazione da metalli, che potrebbe non essere legata a un avvelenamento doloso.

L’ipotesi era già stata sollevata a marzo, quando erano state trovate tracce di cadmio e antimonio, due metalli pesanti che erano presenti nelle urine e nel sangue della giovane in quantità notevolmente sopra la norma.

Al momento però, il mistero non è ancora stato chiarito e nessuna relazione ufficiale del pool di consulenti è stata depositata in Procura. I risultati originariamente si aspettavano per maggio, ma gli inquirenti hanno deciso di concedere una proroga a causa della complessità delle analisi. Gli esperti sono anche chiamati a spiegare come mai, in una prima fase dello studio erano emerse tracce di “raggi alfa”, ovvero radiazioni, nei liquidi corporei della donna.

I familiari della modella nel frattempo, attendono la fine delle verifiche perché gli venga restituita la salma e possano quindi organizzare il funerale.

VirgilioNotizie | 05-06-2019 12:07

imane-fadil Fonte foto: Ansa
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